A volte basta poco per descrivere una persona. Ultimamente mi piace riassumere i caratteri e i comportamenti di certi soggetti con "Gente che boh.".
"Gente che boh" racchiude perfettamente la totale confusione che regna nella testa di chi è costretto a subire questi soggetti e probabilmente anche nella loro.
La Gente che boh quando fa una domanda usa il punto interrogativo solo per bellezza tanto lui ha già pronta la controrisposta. Voi potreste pure rispondere "pancetta nello spazio", quello che seguirà non avrà nulla a che fare con l'insaccato, è più un pretesto per poter dire qualcosa e incolpare voi.
La Gente che boh confonde i propri segoni mentali con la realtà. Difendersi da questo è pressochè impossibile perchè basato sul nulla cosmico. Quando non trova il coraggio di chiedere la Gente che boh formula la domanda, la vostra risposta e le conseguenza di tutto. Tipo quelli che sognano di essere traditi dal fidanzato e poi se la prendono con il suddetto.
Gente che boh, ma davvero boh.
Ci sono anche le GentiCheBoh che si alterano perchè continui a ripetere una cosa e poi fanno esattamente il contrario di quello che dicevi di fare, che se invece di perdere tempo gli tiravo direttamente una mazzata in testa ne guadagnavo di sanità mentale e fisica.
Di GenteCheBoh è pieno il mondo, sono quelli che sbottano per stronzate, quelli che sono scortesi e poi danno della maleducata a te perchè hai risposto male, quelli che pensano che sei nata l'altro ieri e quelli che ti riempiono di parole ma quando ci sarebbe davvero da parlare scappano.
La storia del "il mondo è bello perchè è vario" è proprio una stronzata. A la Gente che boh dovrebbero mettere l'etichetta "Made in RPB (Repubblica popolare del Boh)", così uno può scegliere. Poi al governo si parla di priorità! Il marchio "Madre in RPB" è la priorità, metti ci fosse stata questa trasparenza, in parlamento ci scamapavamo quelli che fanno le interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche!
L'uomo del Monte non dice più "sì" ma "Boh".
"Oh ma quel tipo?"
"Eh boh."
"Ma come boh!? Cosa hai fatto?!"
Non è colpa mia! Sono loro che sono Gente che Boh.
Buon Boh Anno a tutti.
sabato 4 gennaio 2014
giovedì 21 novembre 2013
Bolle di Andersen
Vi ricordate del mio oceano? Ero quasi arrivata sul fondo e avevo delle zavorre attaccate ai miei piedi.
Ora avete presente la malattia del palombaro?
Praticamente un giorno le mie zavorre si sono improvvisamente staccate e sono schizzata fuori dall'acqua. Sono tornata a respirare l'ossigeno puro, ho rivisto il cielo.
Ora quando un subacqueo per vari motivi si ritrova a non poter rispettare la tabella di decompressione per risalire in superifice lo sbattono in una camera iperbarica.
Il problema fondamentalmente è che in fondo all'oceano si può vivere e farla sembrare una cosa quasi normale. Capita anche di farti degli amici, di gente come te là sotto ce n'è a bizzeffe. Dopo un po' si impara anche a riconoscerli, sia là sotto che alla luce del sole, lassù nel mondo emerso.
Noi sirene e sirenetti tristi siamo così rassegnati al nostro destino che non pensiamo mai al dopo. Siamo delle cicale marittime, pensiamo a costruirci un fortino emotivo adatto alla situazione e non pensiamo mai al condizionale, non osiamo pensare ad una vita a due zampe, piuttosto preferiamo credere che ci dissolveremo in centinaia di coreografiche bolle.
In sostanza negli anni a mollo avevo imparato a sopravvivere, mi ero costruita muri, ero molto brava a far fronte a determinati problemi e a tralasciane altri.
Insomma chi mai si preoccuperebbe del proprio aspetto in mezzo a corpi lividi e decomposti?
Io alla camera iperbarica non ci ho pensato, sono emersa velocemente, non vedevo l'ora di toccare terra. Il mare e la terra non sono compatibili e l'erosione di anni e anni di sale ha eroso i muri attorno a te facendomi trovare coperta di macerie. Non tutto insieme, piano piano, lentamente.
Cerco di imparare ad essere una persona migliore, a volte è difficile. Spesso devo far conto con la vergogna, altre con la mia autostima che, ironicamente, fa acqua da tutte le parti. Molte volte devo reprimere la mia vocina interiore che mi spinge a comportarmi come facevo laggiù.
Sorprendentemente la mente e il corpo umano funzionano in un modo straordinario e certe cose sono impossibili da reprimere.
Non puoi evitare di avere una morsa allo stomaco, non puoi evitare le budella che si attorcigliano, non puoi evitare di piangere o ridere e purtroppo nemmeno di sussultare.
Mi chiedo continuamente se sto facendo la cosa giusta, se ho diritto di esultare di essere uscita, perché dopotutto chi mi ha tolto queste zavorre di certo non l'ha fatto per me, è come se muovendosi per sbaglio le abbia strappate via. Potrei ringraziare ma perché dare il merito di qualcosa a qualcuno che a te non ci ha neanche pensato?
Voi lo sapete il finale della Sirenetta di Andersen? Io voglio arrivare là. Voglio compiere 300 buone azioni e poi essere felice.
Ora avete presente la malattia del palombaro?
Praticamente un giorno le mie zavorre si sono improvvisamente staccate e sono schizzata fuori dall'acqua. Sono tornata a respirare l'ossigeno puro, ho rivisto il cielo.
Ora quando un subacqueo per vari motivi si ritrova a non poter rispettare la tabella di decompressione per risalire in superifice lo sbattono in una camera iperbarica.
Il problema fondamentalmente è che in fondo all'oceano si può vivere e farla sembrare una cosa quasi normale. Capita anche di farti degli amici, di gente come te là sotto ce n'è a bizzeffe. Dopo un po' si impara anche a riconoscerli, sia là sotto che alla luce del sole, lassù nel mondo emerso.
Noi sirene e sirenetti tristi siamo così rassegnati al nostro destino che non pensiamo mai al dopo. Siamo delle cicale marittime, pensiamo a costruirci un fortino emotivo adatto alla situazione e non pensiamo mai al condizionale, non osiamo pensare ad una vita a due zampe, piuttosto preferiamo credere che ci dissolveremo in centinaia di coreografiche bolle.
In sostanza negli anni a mollo avevo imparato a sopravvivere, mi ero costruita muri, ero molto brava a far fronte a determinati problemi e a tralasciane altri.
Insomma chi mai si preoccuperebbe del proprio aspetto in mezzo a corpi lividi e decomposti?
Io alla camera iperbarica non ci ho pensato, sono emersa velocemente, non vedevo l'ora di toccare terra. Il mare e la terra non sono compatibili e l'erosione di anni e anni di sale ha eroso i muri attorno a te facendomi trovare coperta di macerie. Non tutto insieme, piano piano, lentamente.
Cerco di imparare ad essere una persona migliore, a volte è difficile. Spesso devo far conto con la vergogna, altre con la mia autostima che, ironicamente, fa acqua da tutte le parti. Molte volte devo reprimere la mia vocina interiore che mi spinge a comportarmi come facevo laggiù.
Sorprendentemente la mente e il corpo umano funzionano in un modo straordinario e certe cose sono impossibili da reprimere.
Non puoi evitare di avere una morsa allo stomaco, non puoi evitare le budella che si attorcigliano, non puoi evitare di piangere o ridere e purtroppo nemmeno di sussultare.
Mi chiedo continuamente se sto facendo la cosa giusta, se ho diritto di esultare di essere uscita, perché dopotutto chi mi ha tolto queste zavorre di certo non l'ha fatto per me, è come se muovendosi per sbaglio le abbia strappate via. Potrei ringraziare ma perché dare il merito di qualcosa a qualcuno che a te non ci ha neanche pensato?
Voi lo sapete il finale della Sirenetta di Andersen? Io voglio arrivare là. Voglio compiere 300 buone azioni e poi essere felice.
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martedì 1 ottobre 2013
September Camera's Folder
Settembre è finito, ho un cellulare nuovo e comincio ad ammorbarvi su cosa c'è nella gallery del mio telefono questo mese!
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| Tanburelli del Magnolia per aprire il mese. |
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| Sei al computer, ti giri e BAM mongolfiere pericolosamente vicine. |
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| Troppa creatività nella mia personcina. |
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| La mia risposta al ciclo. Tazza made in holland, ibuprofene e drama koreani (special guest: ormoni in fibrillazione per l'attore progagonista Lee Min Ho) |
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| Io e il mio amico Will. (feat. Viscidi che mi gridano "Miao bella gattina". Che imbecilli! Non si vede che sono chiaramente una volpe?!) |
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| Graziosa camicia da notte made in Korea (che se capisce che sono di nuovo in fissa con i drama asiatici?!) |
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| Milano che si crede Canary Wharf. |
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| Delirio e paura a Porta Nuova. |
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| Non temendo la venutà di Giessù infrango un comandamento rubando bellamente le pannocchie. Disgustose fra l'altro. |
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| Spremiagrumi troppo carino che fa ora da splendido prendi polvere. |
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| Aperitivo scintillante in quel di Lodi. |
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| Le mie piantine carnivore crescono. No, non potete toccarle. |
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| L'altro altro altro altro altro altro [...] ieri è nata Selene. Manco è nata e mi sta già sul cazzo. |
E anche settembre è passato, fra noie, scazzi e amiche in visita da lontano.
Mia
giovedì 18 luglio 2013
Voglio essere grande come un elefante
Circa tre anni fa guardai The eternal sunshine of a spottless mind, ricordo che mi piacque ma nulla di più. Oggi l'ho rivisto e interiormente ho uno strano tumulto. Mi sento stralunata e sento che ha toccato qualcosa ma non riesco a capire cosa.
Mi chiedo se ci sarebbe qualcuno che vorrei cancellare dalla mia mente, se sia qualcosa di eticamente corretto, non solo nei miei confronti ma anche di chi viene dimenticato.
Forse no, non vorrei privarmi di nessun ricordo, ogni persona che ha incrociato la mia vita è stata importante nonostante il dolore che mi abbia arrecato. Incessantemente mi chiedo se vorrei cancellare G, l'incipit di tutto. La sua perdita mi ha catapultata dall'adolescenza all'età adulta, saltando qualche anno fondamentale. Perdere qualcun altro non sarebbe stato lo stesso, G mi ricorda quanto la vita possa sfumare in un secondo. Un giorno sei una felice 15enne che va ad una fiera di paese e pochi istanti dopo sei sdraiata sull'erba con il battito che scema. Posso sentire l'aria di maggio, l'odore di erba e fieno tipico della nostra campagna. Casualmente l'altro giorno sono passata per la prima volta per quella strada. Ogni metro era uno strazio, ho solo vaghe informazioni su dove sia avvenuto, ad ogni curva mi chiedevo "Sarà stato qui?".
No, io non cancellerei G, per nulla al mondo. Se qualcuno volesse cancellare qualcun altro, perchè no? In Amelie dicevo che la felicità non si deve ottenere nascondendo la verità ma in questo caso la persona sceglie consapevolmente di eliminare un pezzo di stessa, del proprio essere. Non credo però che il punto debba essere cancellare il dolore ma la persona che si è diventati. Spesso ci accadono cose che ci cambiano, cominciamo ad odiarci e incolpiamo quella persona o quell'evento per averlo fatto. Credo che se la possibilità fosse concreta, quella di cancellare qualcuno, molti ne usufruirebbero. Noi umani siamo pigri e allo stesso tempo troppo impegnati. Non ci interessa più la strada ma l'arrivo. Non vogliamo conoscere la soddisfazione di risollevarsi, l'importante è essere in piedi.
Mi turba che questo film mi abbia colpito, da quel che so sono i caduti in amore che amano questo film. Io non odio nessuno delle mie passate infatuazioni e se in passato l'ho fatto era per la ragione sbagliata. Ho odiato me stessa e ciò che ero diventata e come è comunque in questi casi si riversa la propria rabbia su qualcosa. Io suQqualcuno. L'ho capito anni dopo, l'ho capito forse quando l'ho rivisto. Se avessi cancellato quella persona dalla mia vita non sarei partita. Non avrei superato quel male di vivere che mi stava facendo affogare. Ero depressa in quel periodo e lui aveva solo peggiorato le cose. Consideravo la mia vita finita, non volevo vivere nè morire. Un oblio costante. Oggi voglio vivere e alla morte non ci penso. Vorrei quasi ringraziarlo per avermi dato l'inconsapevole spinta.
Non basta ricorrere alla fantascienza, le persone tendono a cancellare, non superano gli eventi negativi, li cancellano. Io cerco di prendere sempre il lato positivo e se non ci riesco penso che un giorno capirò perchè mi è stata utile quella cosa. Forse ora non ho ancora gli strumenti adatatti a farlo ma fra qualche anno sì. Credo sia accaduto lo stesso con questo film, 3 anni fa non avevo gli strumenti per capirlo. Avevo le capacità per capire di aver davanti un bel film ma non capivo perchè lo fosse realmente.
Quest'utlimo mese è stato difficilissimo, la mia faccia si è ripetutamente sfracellata contro la realtà. Chi è rimasto è andato avanti, c'è chi si è laureato, chi si è trovato un nuovo fidanzato o chi ha preso casa. Tutte cose tangibili ma io di questi ultimi tempi ho solo un sacco di ricordi. Spesso è difficile combattere contro il frequente pensiero che in realtà non ho combinato nulla. Risulta difficile anche adeguarsi ai cambiamenti di personalità delle altre persone, digerirli poco per volta è un conto, tutti insieme si rischia l'indigestione. Ricadere nella depressione pre-viaggio è un timore fortissimo e queste paranoie di certo non aiutano.
Forse ho capito come questo film si è andato a ricollegare alla mia vita e ai miei pensieri e probabilmente una protagonista con i capelli di colori pazzi ha aiutato molto ad immedesimarmi..
Mi chiedo se ci sarebbe qualcuno che vorrei cancellare dalla mia mente, se sia qualcosa di eticamente corretto, non solo nei miei confronti ma anche di chi viene dimenticato.
Forse no, non vorrei privarmi di nessun ricordo, ogni persona che ha incrociato la mia vita è stata importante nonostante il dolore che mi abbia arrecato. Incessantemente mi chiedo se vorrei cancellare G, l'incipit di tutto. La sua perdita mi ha catapultata dall'adolescenza all'età adulta, saltando qualche anno fondamentale. Perdere qualcun altro non sarebbe stato lo stesso, G mi ricorda quanto la vita possa sfumare in un secondo. Un giorno sei una felice 15enne che va ad una fiera di paese e pochi istanti dopo sei sdraiata sull'erba con il battito che scema. Posso sentire l'aria di maggio, l'odore di erba e fieno tipico della nostra campagna. Casualmente l'altro giorno sono passata per la prima volta per quella strada. Ogni metro era uno strazio, ho solo vaghe informazioni su dove sia avvenuto, ad ogni curva mi chiedevo "Sarà stato qui?".
No, io non cancellerei G, per nulla al mondo. Se qualcuno volesse cancellare qualcun altro, perchè no? In Amelie dicevo che la felicità non si deve ottenere nascondendo la verità ma in questo caso la persona sceglie consapevolmente di eliminare un pezzo di stessa, del proprio essere. Non credo però che il punto debba essere cancellare il dolore ma la persona che si è diventati. Spesso ci accadono cose che ci cambiano, cominciamo ad odiarci e incolpiamo quella persona o quell'evento per averlo fatto. Credo che se la possibilità fosse concreta, quella di cancellare qualcuno, molti ne usufruirebbero. Noi umani siamo pigri e allo stesso tempo troppo impegnati. Non ci interessa più la strada ma l'arrivo. Non vogliamo conoscere la soddisfazione di risollevarsi, l'importante è essere in piedi.
Mi turba che questo film mi abbia colpito, da quel che so sono i caduti in amore che amano questo film. Io non odio nessuno delle mie passate infatuazioni e se in passato l'ho fatto era per la ragione sbagliata. Ho odiato me stessa e ciò che ero diventata e come è comunque in questi casi si riversa la propria rabbia su qualcosa. Io su
Non basta ricorrere alla fantascienza, le persone tendono a cancellare, non superano gli eventi negativi, li cancellano. Io cerco di prendere sempre il lato positivo e se non ci riesco penso che un giorno capirò perchè mi è stata utile quella cosa. Forse ora non ho ancora gli strumenti adatatti a farlo ma fra qualche anno sì. Credo sia accaduto lo stesso con questo film, 3 anni fa non avevo gli strumenti per capirlo. Avevo le capacità per capire di aver davanti un bel film ma non capivo perchè lo fosse realmente.
Quest'utlimo mese è stato difficilissimo, la mia faccia si è ripetutamente sfracellata contro la realtà. Chi è rimasto è andato avanti, c'è chi si è laureato, chi si è trovato un nuovo fidanzato o chi ha preso casa. Tutte cose tangibili ma io di questi ultimi tempi ho solo un sacco di ricordi. Spesso è difficile combattere contro il frequente pensiero che in realtà non ho combinato nulla. Risulta difficile anche adeguarsi ai cambiamenti di personalità delle altre persone, digerirli poco per volta è un conto, tutti insieme si rischia l'indigestione. Ricadere nella depressione pre-viaggio è un timore fortissimo e queste paranoie di certo non aiutano.
Forse ho capito come questo film si è andato a ricollegare alla mia vita e ai miei pensieri e probabilmente una protagonista con i capelli di colori pazzi ha aiutato molto ad immedesimarmi..
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mercoledì 3 luglio 2013
Proud like a god
Ti ho raccontato di me. Con in mano una birra e nell'altra una sigaretta.
Ti ho raccontato di me, seduti su una panchina in una piazzetta della periferia di Barcellona.
Con la voce tremante, con frasi sconnesse e sguardi incerti.
L'avevo capito che anche tu eri uno di noi, un ragazzo legato ad un filo rosso.
Più che la mia storia ti ho raccontato le mie paure e le vergogne e tu hai risposto con l'unica frase possibile: Guardati ora!
Mi hai insegnato che la mia vita sono io e che prima o poi la persona giusta con cui spogliarti arriva.
Mi ha dato un posto dove dormire e un cuore da stringere.
E mille grazie non servono a nulla se non a rinnovarti la promessa di riuscire prima o poi a sentirmi una persona fantastica e non risponderti solo con un'alzata di spalle e una smorfia.
Ti ho raccontato di me, seduti su una panchina in una piazzetta della periferia di Barcellona.
Con la voce tremante, con frasi sconnesse e sguardi incerti.
L'avevo capito che anche tu eri uno di noi, un ragazzo legato ad un filo rosso.
Più che la mia storia ti ho raccontato le mie paure e le vergogne e tu hai risposto con l'unica frase possibile: Guardati ora!
Mi hai insegnato che la mia vita sono io e che prima o poi la persona giusta con cui spogliarti arriva.
Mi ha dato un posto dove dormire e un cuore da stringere.
E mille grazie non servono a nulla se non a rinnovarti la promessa di riuscire prima o poi a sentirmi una persona fantastica e non risponderti solo con un'alzata di spalle e una smorfia.
| 26 Giugno, Parc Guell, Barcellona |
Baci ma anche no
Mia Samsa
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giovedì 20 giugno 2013
Where is the love?
Lui e lei si conoscono in un freddo paese del nord Europa. Lui viene dal sud lei dall'altro capo del mondo. Sono lì per motivi diversi, si conoscono assolutamente per caso, una sera a cena a casa di lui grazie ad un'amica in comune.
Sono entrambi dei viaggiatori, coscienti e già scottati dalla dura vita sentimentale di chi decide di fare del mondo la propria casa.
Lei, messicana, dopo il sogno americano e quello europeo punta all'Australia.
Lui, italiano, una vita fra Africa, Asia e medio-oriente cerca di realizzare il sogno della propria vita: il sud america.
Non c'è verso che funzioni. Così lei parte per un mese di vacanza in giro per l'europa cercando di capire e approfittandone per allontanarsi da quella situazione.
Niente da fare, sono già innamorati. Lui torna a casa ma poco dopo è da lei con la scusa di un lavoro trovato nella vicina Germania e poi un viaggio da soli in Polonia, il Natale insieme alla famiglia di lui, skydiving tenendosi per mano e il saluto al nuovo anno con l'amica che li fece conoscere.
A gennaio le torna a casa e lui con lei. Decide di cominciare il suo sogno sud americano proprio dal Messico.
Lei già sapeva che lui non sarebbe restato per sempre da lei ed è ben consapevole che quel viaggio di lui non sarebbe durato poco.
Lui parte, da Puebla si sposta a San Josè del cabo ma non è solo. Lei ha deciso di seguirlo perchè forse si è ricordata ciò che le disse quell'amica che li presentò: L'Australia non scomparirà nel giro di qualche anno.
Ed è per questo che ancora credo nell'amore.
Un giorno lo so, vedrò una foto di loro due insieme sulla Golden Coast.
Sono entrambi dei viaggiatori, coscienti e già scottati dalla dura vita sentimentale di chi decide di fare del mondo la propria casa.
Lei, messicana, dopo il sogno americano e quello europeo punta all'Australia.
Lui, italiano, una vita fra Africa, Asia e medio-oriente cerca di realizzare il sogno della propria vita: il sud america.
Non c'è verso che funzioni. Così lei parte per un mese di vacanza in giro per l'europa cercando di capire e approfittandone per allontanarsi da quella situazione.
Niente da fare, sono già innamorati. Lui torna a casa ma poco dopo è da lei con la scusa di un lavoro trovato nella vicina Germania e poi un viaggio da soli in Polonia, il Natale insieme alla famiglia di lui, skydiving tenendosi per mano e il saluto al nuovo anno con l'amica che li fece conoscere.
A gennaio le torna a casa e lui con lei. Decide di cominciare il suo sogno sud americano proprio dal Messico.
Lei già sapeva che lui non sarebbe restato per sempre da lei ed è ben consapevole che quel viaggio di lui non sarebbe durato poco.
Lui parte, da Puebla si sposta a San Josè del cabo ma non è solo. Lei ha deciso di seguirlo perchè forse si è ricordata ciò che le disse quell'amica che li presentò: L'Australia non scomparirà nel giro di qualche anno.
Ed è per questo che ancora credo nell'amore.
Un giorno lo so, vedrò una foto di loro due insieme sulla Golden Coast.
Baci ma anche no
Mia Samsa
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mercoledì 19 giugno 2013
Scatoloni di patriottismo di una cittadina europea.
Questo è ciò che rimane, a parte i ricordi nella propria mente, del mio anno e mezzo via.
Una maschera del capodanno cinese, un cappellino-fermaglio usato per il Queen's day ad Amsterdam, delle disgustose sigarette ungheresi mai finite, un disegno del Big Ben, svariate mappe di città d'europa, un biglietto della metro parigina e un'altro della salita al duomo di Firenze, un palloncino sgonfio che mi ha regalato Pris quando è venuta a prendermi a Schiphol, i cartelli "free hugs" di Amsterdam e Londra, fiorini e sterline avanzate, un cerchietto per St. Paddy's day, disegni dei bimbi di cui mi sono presa cura, foto con gli amici, lettere piene di "ci rivedremo" e, perché vivo in una famiglia invadete, ho assicurato al buio di una scatola un vibratore arancione dotato di comodo laccio per appenderlo al collo con scritto "Ik Willem" per un autoerotismo patriottico.*
Una maschera del capodanno cinese, un cappellino-fermaglio usato per il Queen's day ad Amsterdam, delle disgustose sigarette ungheresi mai finite, un disegno del Big Ben, svariate mappe di città d'europa, un biglietto della metro parigina e un'altro della salita al duomo di Firenze, un palloncino sgonfio che mi ha regalato Pris quando è venuta a prendermi a Schiphol, i cartelli "free hugs" di Amsterdam e Londra, fiorini e sterline avanzate, un cerchietto per St. Paddy's day, disegni dei bimbi di cui mi sono presa cura, foto con gli amici, lettere piene di "ci rivedremo" e, perché vivo in una famiglia invadete, ho assicurato al buio di una scatola un vibratore arancione dotato di comodo laccio per appenderlo al collo con scritto "Ik Willem" per un autoerotismo patriottico.*
Baci ma anche no
Mia Samsa
giovedì 6 giugno 2013
72 cose prima dei 27 anni - Pillow Fight!
Avevo iniziato altrove questo progetto e lo riprendo qui. 72 cose da fare prima dei 27 anni. Un misto di cose serie, impegnative, stupide o quasi non realizzabili. QUI la lista completa.
Purtroppo, causa pioggia macchevvelodicoafare, non c'era molta gente però è stato divertente e liberatorio, mi piacerebbe partecipare ad una battaglia molto più grande!
Abbiamo anche invitato i passanti sia adulti che i bambini. Menate duro con i bambini, ad una ragazza un bimbo ha quasi rotto il naso. Dannati mostri mocciolosi.
51: Partecipare ad una pillow fight: FATTO!
Sabato 23 Febbraio. Green Park, Londra.
Purtroppo, causa pioggia macchevvelodicoafare, non c'era molta gente però è stato divertente e liberatorio, mi piacerebbe partecipare ad una battaglia molto più grande!
![]() |
| Intenta a sferrare il colpo! |
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| Sono quella con il maglioncino a righe intenta a ridere |
Baci ma anche no
Mia Samsa
Se vi va date un'occhiata al profilo di AB photography che si è offerto di fotografarci all'evento!
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mercoledì 5 giugno 2013
Uan lov!
La dignità bisogna tirarla fuori solo se veramente necessario. Io la mia dovrei prima ritrovarla e poi sia mai farla scendere in campo rassegnandomi al fatto che sia mezza malconcia e fuori allenamento.
Sapete quale è stato il mio primo concerto?
I Blue. Esatto. Ahaaaa cant brit isi. Ahaa chi mi dice.
Avanti ditelo! Siate sinceri. Lo so tanto cosa state pensando.
E lo sapete io cosa vi rispondo?
Sabato vado ad un loro concerto.
Easy boy, dignità, non è ancora tempo di combattere.
Sapete quale è stato il mio primo concerto?
I Blue. Esatto. Ahaaaa cant brit isi. Ahaa chi mi dice.
Avanti ditelo! Siate sinceri. Lo so tanto cosa state pensando.
E lo sapete io cosa vi rispondo?
Sabato vado ad un loro concerto.
Easy boy, dignità, non è ancora tempo di combattere.
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Ti giuro che posso cambiare
Sono una mentitrice. Dicevo che non avrei scritto più qui e invece...
Mi sento una di quelle che lascia il fidanzato storico in cerca di avventure per poi tornare strisciando dal poraccio. Chissà se Paranoia Acida mi rivorrà indietro!
Per chi c'è sempre stato: Bentornati.
Per chi è appena arrivato: Benvenuto.
Sono Mia. Una ragazzetta con troppi pensieri e poca costanza. Ho vissuto in Olanda e poi a Londra. Sono tornata giusto ieri in Italia e penso di rimanerci un bel po'.
Avevo i capelli rosa, poi viola e ora sono rosso Cina.
Orgoglioso membro del partito BruttePersone.
Mi piace il caffè e sguazzare nel mio egocentrismo.
Compositrice di grandi metafore presso SegheMentali S.R.L.
Mi sento una di quelle che lascia il fidanzato storico in cerca di avventure per poi tornare strisciando dal poraccio. Chissà se Paranoia Acida mi rivorrà indietro!
Per chi c'è sempre stato: Bentornati.
Per chi è appena arrivato: Benvenuto.
Sono Mia. Una ragazzetta con troppi pensieri e poca costanza. Ho vissuto in Olanda e poi a Londra. Sono tornata giusto ieri in Italia e penso di rimanerci un bel po'.
Avevo i capelli rosa, poi viola e ora sono rosso Cina.
Orgoglioso membro del partito BruttePersone.
Mi piace il caffè e sguazzare nel mio egocentrismo.
Compositrice di grandi metafore presso SegheMentali S.R.L.
Baci ma anche no
Mia Samsa
Una di quelle persone
Dall'alto della Citadella di Buda guardo Pest e il Danubio che scorre nel mezzo.
Ho i piedi doloranti da 10 giorni di viaggio con le scarpe da ginnastica rotte, la pianta ricoperta di cerotti per attuire il dolore delle vesciche. Avrei voluto prendere il bus ma alla fine decido di andare a piedi.
Scale e salite. Scale e salite. Ogni tanto, fra gli alberi, intravedo il panorama e poi all'improvviso una ringhiera, una panchina e un piccolo spiazzo. Di fronte a me Budapest. Enorme, magnifica, senza fine. I ponti, il parlamento, le montagne in lontananza. Singhiozzo. Sono confusa. Sto piangendo. Tutto scivola. Giù nel Duna. Perchè piango?
Il 10 agosto del 2012 ero felice.
Non ce l'ho fatta. Non sono arrivata, non ho neanche cominciato. Non voglio fermarmi. Voglio piangere tantissimo, voglio soffocare in queste lacrime di felicità. Voglio che siano più di quelle di dolore versate in questi anni.
Voglio essere una di quelle persone che guardi negli occhi e vedi il mondo.
Ho i piedi doloranti da 10 giorni di viaggio con le scarpe da ginnastica rotte, la pianta ricoperta di cerotti per attuire il dolore delle vesciche. Avrei voluto prendere il bus ma alla fine decido di andare a piedi.
Scale e salite. Scale e salite. Ogni tanto, fra gli alberi, intravedo il panorama e poi all'improvviso una ringhiera, una panchina e un piccolo spiazzo. Di fronte a me Budapest. Enorme, magnifica, senza fine. I ponti, il parlamento, le montagne in lontananza. Singhiozzo. Sono confusa. Sto piangendo. Tutto scivola. Giù nel Duna. Perchè piango?
Il 10 agosto del 2012 ero felice.
Non ce l'ho fatta. Non sono arrivata, non ho neanche cominciato. Non voglio fermarmi. Voglio piangere tantissimo, voglio soffocare in queste lacrime di felicità. Voglio che siano più di quelle di dolore versate in questi anni.
Voglio essere una di quelle persone che guardi negli occhi e vedi il mondo.
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mercoledì 12 settembre 2012
It's just a see you soon!
Ho riso tanto scrivendo questo blog ma ho pianto ancora di più.
Paranoia acida non mi appartiene più. Contiene troppi pensieri. Possiede la me del passato, una me che non voglio più rivedere.
Troppe lacrime ho versato su questo blog e ora penso sia troppo inzuppato per poterci continuare a scrivere.
Ci incontreremo altrove ma qui non più.
Baci ma anche no
Mia Samsa
venerdì 31 agosto 2012
Chook ha hae!
Oggi compio 22 puffolosi anni.
Non ho particolari desideri. Voglio solo continuare ad essere felice.
Happy Birthday Mia!
Non ho particolari desideri. Voglio solo continuare ad essere felice.
Happy Birthday Mia!
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mercoledì 29 agosto 2012
Nitty gritty dirty little freaks
Non amo le mezze misure. Amo il bianco o il nero.
Se cambio colore passo dal nero al rosa. Se taglio i capelli passo da lunghi a corti.
Il mio cervello lavora veloce, mi da risposte immediate. Non esiste un "non so che fare" ma solo "vorrei ma non posso". Non devo pensarci, ho già pensato.
O è bianco o è nero. Il dubbio lo lascio a chi osserva le mie scelte.
Forse non pondero. Forse sono impulsiva e infantile. Forse sbaglio spesso. Forse sono talmente giovane da non sapere neanche dove sta il mio culo.
Non ho paura che la genti mi usi. Io in primis uso la gente. La uso per non annegare, per restare a galla e continuare a guardarmi allo specchio.
Non sono una buona amica né una brava figlia. Non sono la fidanzata ideale né la scopata perfetta.
Sono un accozzaglia di esperienze e vita tenute su col moccio della bimba dentro me.
Costruisco le mie convinzioni e ci vivo dentro. Sono arrogante, presuntuosa ed egocentrica. Sono di quelle che fanno parte della tua vita e che poi dimentichi.
Sono quella con un brutto sorriso che ride sempre. Quella con gli occhi lucidi che non piange mai.
Sono quella che: "Ma come? Hai i capelli rosa e sei pessimista?".
Se cambio colore passo dal nero al rosa. Se taglio i capelli passo da lunghi a corti.
Il mio cervello lavora veloce, mi da risposte immediate. Non esiste un "non so che fare" ma solo "vorrei ma non posso". Non devo pensarci, ho già pensato.
O è bianco o è nero. Il dubbio lo lascio a chi osserva le mie scelte.
Forse non pondero. Forse sono impulsiva e infantile. Forse sbaglio spesso. Forse sono talmente giovane da non sapere neanche dove sta il mio culo.
Non ho paura che la genti mi usi. Io in primis uso la gente. La uso per non annegare, per restare a galla e continuare a guardarmi allo specchio.
Non sono una buona amica né una brava figlia. Non sono la fidanzata ideale né la scopata perfetta.
Sono un accozzaglia di esperienze e vita tenute su col moccio della bimba dentro me.
Costruisco le mie convinzioni e ci vivo dentro. Sono arrogante, presuntuosa ed egocentrica. Sono di quelle che fanno parte della tua vita e che poi dimentichi.
Sono quella con un brutto sorriso che ride sempre. Quella con gli occhi lucidi che non piange mai.
Sono quella che: "Ma come? Hai i capelli rosa e sei pessimista?".
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domenica 12 agosto 2012
Köszi palinka.
A me piacciono gli asiatici. Quando ne vedo uno mi perdo, se ha poi una maglietta con scollo a V è la fine. L'altra sera ballicchiavo sbronzerrima in un locale di Budapest quando un ragazzo passando mi urta.
"Sorry"
"Sorry"
Via di limoneeeeeeeee.
(la facilità con cui sto rimorchiando da un mese a questa parte mi sta spaventando.)
Più volte avevo provato nella mia impresa di unirmi carnalmente con un asiatico ma era sempre finita a colpi di lingua e casa non disponibile con conseguente fap-ppamento solitario di entrambi.
Invece l'altra sera si combina.
Ora mi sento di accertare due luoghi comuni sugli asiatici. Uno è la loro glabrezza. Me felice. Il secondo è quello di doversi munire di pinzetta e microscopio per intentare l'unione. Per essere specifici questo era della lunghezza del mio dito medio. Ed io sono nota per avere le mani piccole.
Il fatto che abiti in Norvegia è l'unico motivo per cui non ho ancora buttato nel pattume il suo numero di telefono.
Devo smetterla di bere palinka.
"Sorry"
"Sorry"
Via di limoneeeeeeeee.
(la facilità con cui sto rimorchiando da un mese a questa parte mi sta spaventando.)
Più volte avevo provato nella mia impresa di unirmi carnalmente con un asiatico ma era sempre finita a colpi di lingua e casa non disponibile con conseguente fap-ppamento solitario di entrambi.
Invece l'altra sera si combina.
Ora mi sento di accertare due luoghi comuni sugli asiatici. Uno è la loro glabrezza. Me felice. Il secondo è quello di doversi munire di pinzetta e microscopio per intentare l'unione. Per essere specifici questo era della lunghezza del mio dito medio. Ed io sono nota per avere le mani piccole.
Il fatto che abiti in Norvegia è l'unico motivo per cui non ho ancora buttato nel pattume il suo numero di telefono.
Devo smetterla di bere palinka.
Baci ma anche no
Mia Samsa
giovedì 26 luglio 2012
La mia parte riluttante.
L'altra me stasera non avrebbe dato il cinque alla ragazza tedesca. Non avrebbe tirato su i bordi dei jeans per provare la temperatura dell'acqua. Non si sarebbe tolta la maglietta, i pantaloni e la collana rimanendo solo con l'intimo. Non l'avrebbe fatto sopratutto di fronte al ragazzo che le piace così tanto. Non avrebbe gridato "UNO DUE TREEEEE" e non sarebbe saltata nell'acqua scura della notte olandese. Non avrebbe nuotato ammirando le meravigliose luci della città di fronte. Non avrebbe sguazzato in quell'acqua piena di alghe e non sarebbe uscita così facilmente e non sarebbe andata a cambiarsi i vestiti passando di fronte a tutti gli altri solo con un paio di mutande e un reggiseno.
L'altra me sarebbe restata lì in disparte a preoccuparsi della propria ciccetta e del freddo mentre pensava quanto avrebbe voluto tuffarsi.
Se voglio fare qualcosa la farò.
L'altra me sarebbe restata lì in disparte a preoccuparsi della propria ciccetta e del freddo mentre pensava quanto avrebbe voluto tuffarsi.
Se voglio fare qualcosa la farò.
Baci ma anche no
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martedì 10 luglio 2012
Alliolli, gentille Alliolli
Esperienze di vita considerevoli in questi 5 mesi in olanda. Cioè che ho imparato, so e ho vissuto in questa terra dimenticata dal sole.
- So capire senza girarle se le polpette/tortine/robapiattainpadella sono cotte sotto.
- Ho mangiato delle patatine avanzate in un locale da degli sconosciuti.
- Ho dormito in una stradina vicino Dam per la finale degli europei.
- Ho rivalutato dopo il punto successivo il dormire in stazione.
- Sonnecchiare in pieno postsbronza in stazione.
- Ho ricevuto un complimento per qualcosa che ho cucinato dal mio hostfather.
- Ho mangiato per la prima volta cibo realmente ungherese, spagnolo, chileno e surinamese.
- Ho scoperto dell'esistenza del Suriname.
- Sono stata ad un festival electro/house/quellarobadaggiovani e mi sono divertita.
- Ho cercato di abbordare un ragazzo per Consuelo. Con scarsi risultati.
- Sono stata sulla ricostruzione a scala naturale di un galeone del 17esimo secolo.
- Ho scoperto quanto è buono l'Alliolli.
- Ho visto un sacco di albe.
- Sono stata ad un BBQ vicino ad un canale che attraversa un bosco. Abbiamo anche fatto un falò.
- Ho conosciuto un sacco di persone diverse.
- Ho partecipato ad una festa nazionale dove tutti sono ubriachi senza vedere neanche una rissa.
- Ho spaccato del legno con un'ascia enorme.
- Ho capito quanto è buono il caffè italiano.
- Ho scoperto quanto può essere confortante l'idea che qualcuno i preoccupi per te.
- Non ho smesso di amare il riso basmati nonostante lo mangi tutte le sere.
- Ho dei vicini di casa che praticano rituali wodoo.
- I gatti non mi piacciono.
- Ho visto un sacco di tulipani e mi sono stupita della loro bellezza.
- Non è vero che con la birra non ci si sbronza.
- Ho pattinato su un canale ghiacciato.
- Mi sono divertita alla finale degli europei nonstante avessimo perso e fossi con soli spagnoli.
- Ho cominciato a mangiare pane e salame la mattina appena sveglia.
- Le sigarette preconfenzioanta ormai mi fanno schifo.
- Ho capito che l'Olanda non sarà la mia nuova terra.
- Io in Italia non so se ci voglio tornare. Forse sì. Forse no.
- Sono soddisfatta di aver visto un nuovo mondo. Una nuova me stessa.
- So capire senza girarle se le polpette/tortine/robapiattainpadella sono cotte sotto.
- Ho mangiato delle patatine avanzate in un locale da degli sconosciuti.
- Ho dormito in una stradina vicino Dam per la finale degli europei.
- Ho rivalutato dopo il punto successivo il dormire in stazione.
- Sonnecchiare in pieno postsbronza in stazione.
- Ho ricevuto un complimento per qualcosa che ho cucinato dal mio hostfather.
- Ho mangiato per la prima volta cibo realmente ungherese, spagnolo, chileno e surinamese.
- Ho scoperto dell'esistenza del Suriname.
- Sono stata ad un festival electro/house/quellarobadaggiovani e mi sono divertita.
- Ho cercato di abbordare un ragazzo per Consuelo. Con scarsi risultati.
- Sono stata sulla ricostruzione a scala naturale di un galeone del 17esimo secolo.
- Ho scoperto quanto è buono l'Alliolli.
- Ho visto un sacco di albe.
- Sono stata ad un BBQ vicino ad un canale che attraversa un bosco. Abbiamo anche fatto un falò.
- Ho conosciuto un sacco di persone diverse.
- Ho partecipato ad una festa nazionale dove tutti sono ubriachi senza vedere neanche una rissa.
- Ho spaccato del legno con un'ascia enorme.
- Ho capito quanto è buono il caffè italiano.
- Ho scoperto quanto può essere confortante l'idea che qualcuno i preoccupi per te.
- Non ho smesso di amare il riso basmati nonostante lo mangi tutte le sere.
- Ho dei vicini di casa che praticano rituali wodoo.
- I gatti non mi piacciono.
- Ho visto un sacco di tulipani e mi sono stupita della loro bellezza.
- Non è vero che con la birra non ci si sbronza.
- Ho pattinato su un canale ghiacciato.
- Mi sono divertita alla finale degli europei nonstante avessimo perso e fossi con soli spagnoli.
- Ho cominciato a mangiare pane e salame la mattina appena sveglia.
- Le sigarette preconfenzioanta ormai mi fanno schifo.
- Ho capito che l'Olanda non sarà la mia nuova terra.
- Io in Italia non so se ci voglio tornare. Forse sì. Forse no.
- Sono soddisfatta di aver visto un nuovo mondo. Una nuova me stessa.
Baci ma anche no
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sabato 30 giugno 2012
Their tears are filling up their glasses
In tutto il becerume di facebook ogni tanto salta fuori una riflessione interessante. Un mio contatto parlava degli europei e del massacro dei cani in Ucraina (aaah che sia una mezza bufala ancora nessuno l'ha capito ma sorvoliamo) e finisce la sua, becera, riflessione con:
"In un mondo in cui uccidono i bambini figuriamoci i cani. Purtroppo."
La verità di questa affermazione mi ha lasciato una profonda tristezza. Ogni tanto ci infervoriamo per le cose meno importanti o semplicemente alcuni orrori sono diventati talmente normali che neanche ci facciamo più caso.
Urliamo "che schifo" per dei cani uccisi ma per la guerra, la fame, le malattie e la violenza non abbiamo che una triste espressione rassegnata.
"In un mondo in cui uccidono i bambini figuriamoci i cani. Purtroppo."
La verità di questa affermazione mi ha lasciato una profonda tristezza. Ogni tanto ci infervoriamo per le cose meno importanti o semplicemente alcuni orrori sono diventati talmente normali che neanche ci facciamo più caso.
Urliamo "che schifo" per dei cani uccisi ma per la guerra, la fame, le malattie e la violenza non abbiamo che una triste espressione rassegnata.
mercoledì 13 giugno 2012
Roll me in designer sheets.
C'è un tizio qui che ogni volta che beve mi fa battute dallo sfondo zozzo. Normalmente parliamo poco e nulla quindi non abbiamo questa confidenza tale da permettergli di dire cose del genere.
La prima volta eravamo al parco e lui mentre camminavamo insieme mi fa:
"Tizia è imboscata con tizio, Caia è imboscata con Caio.... rimaniamo solo io e te Mia" sorrisone ammicante.
Faccio una delle mie espressioni perplesse e lascio correre.
Altra festa, il ragazzo mi invita a bere uno shot e mi spiega come fare:
"Prima lecchi la cannella, poi bevi e poi mordi l'arancia"
"Ok, capito"
"Vuoi che io lecchi la tua mano e tu la mia?"
"ahaha O__O"
Poco dopo alla stessa festa:
"Puoi andare a dormire nel letto di P**** non c'è nessuno. Al massimo dopo può arrivare qualcuno a farti compagnia"
Io lo guardo ancora una volta perplessa, la sua amica lo richiama imbarazzata.
Lo scorso week end invece è rimasto sul sobrio (non alcolicamente parlando neh):
Consuelo :"She always wants salami, but I dont'..."
D. "Yeah I know why Mia likes salami! In Italy salami mea..."
Mia: "COME ON, D.! "
Considerando che da sobrio non ha mai detto nulla di simile. Direi che deve anche smetterla. O trombarmi. Come gli gira.
La prima volta eravamo al parco e lui mentre camminavamo insieme mi fa:
"Tizia è imboscata con tizio, Caia è imboscata con Caio.... rimaniamo solo io e te Mia" sorrisone ammicante.
Faccio una delle mie espressioni perplesse e lascio correre.
Altra festa, il ragazzo mi invita a bere uno shot e mi spiega come fare:
"Prima lecchi la cannella, poi bevi e poi mordi l'arancia"
"Ok, capito"
"Vuoi che io lecchi la tua mano e tu la mia?"
"ahaha O__O"
Poco dopo alla stessa festa:
"Puoi andare a dormire nel letto di P**** non c'è nessuno. Al massimo dopo può arrivare qualcuno a farti compagnia"
Io lo guardo ancora una volta perplessa, la sua amica lo richiama imbarazzata.
Lo scorso week end invece è rimasto sul sobrio (non alcolicamente parlando neh):
Consuelo :"She always wants salami, but I dont'..."
D. "Yeah I know why Mia likes salami! In Italy salami mea..."
Mia: "COME ON, D.! "
Considerando che da sobrio non ha mai detto nulla di simile. Direi che deve anche smetterla. O trombarmi. Come gli gira.
giovedì 7 giugno 2012
I'm sitting here in the boring room
A me piace sbucciare gli agrumi. Io mi metto lì e tolgo la buccia e tutta la pelle bianca. Tuttatutta. Impiego qualcosa come 30 minuti per un'arancia e 15 per un mandarino. Credo sia un problema patologico.
Io mi metto lì tranquilla e sbuccio finchè arriva qualcuno:
"Oh ma te la mangi o no quell'arancia?"
A quanto pare la gente viene urtata da questa mia mania. Loro non ci possono pensare che io perda tempo a togliere i filetti bianchi. Che poi il tempo lo tolgo alla mia vita mica alla loro! Perchè quindi devono rompermi l'anima? Loro ti spingono a mangiarti in fretta quell'arancia. Che sia mai scappi!
Così un giorno ero ad una festa e una ragazza mi offre la metà del suo mandarino. Comincio a sbucciarlo un po' nascosta ma la ragazza mi guarda. Piglio il mandarino e me lo ficco in bocca con tutte le pellicine. Mastico lentamente. Oh non ci riesco. Mi urta troppo mangiarlo così, non me lo gusto.
Il punto è:
- Io sbuccio il cazzo di mandarino senza darti fastidio olfattivo/uditivo e impiegando il mio tempo
- Tu mi rompi il cazzo chiedendomi di fare qualcosa che va a darmi fastidio.
Perchè? Perchè? Perchè?
Perchè la gente si sente in dovere di dirmi di mangiare in fretta l'arancia? Se una cosa mi rende felice senza danneggiare evidentemente nessuno perchè tu me lo devi impedire?
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