A volte basta poco per descrivere una persona. Ultimamente mi piace riassumere i caratteri e i comportamenti di certi soggetti con "Gente che boh.".
"Gente che boh" racchiude perfettamente la totale confusione che regna nella testa di chi è costretto a subire questi soggetti e probabilmente anche nella loro.
La Gente che boh quando fa una domanda usa il punto interrogativo solo per bellezza tanto lui ha già pronta la controrisposta. Voi potreste pure rispondere "pancetta nello spazio", quello che seguirà non avrà nulla a che fare con l'insaccato, è più un pretesto per poter dire qualcosa e incolpare voi.
La Gente che boh confonde i propri segoni mentali con la realtà. Difendersi da questo è pressochè impossibile perchè basato sul nulla cosmico. Quando non trova il coraggio di chiedere la Gente che boh formula la domanda, la vostra risposta e le conseguenza di tutto. Tipo quelli che sognano di essere traditi dal fidanzato e poi se la prendono con il suddetto.
Gente che boh, ma davvero boh.
Ci sono anche le GentiCheBoh che si alterano perchè continui a ripetere una cosa e poi fanno esattamente il contrario di quello che dicevi di fare, che se invece di perdere tempo gli tiravo direttamente una mazzata in testa ne guadagnavo di sanità mentale e fisica.
Di GenteCheBoh è pieno il mondo, sono quelli che sbottano per stronzate, quelli che sono scortesi e poi danno della maleducata a te perchè hai risposto male, quelli che pensano che sei nata l'altro ieri e quelli che ti riempiono di parole ma quando ci sarebbe davvero da parlare scappano.
La storia del "il mondo è bello perchè è vario" è proprio una stronzata. A la Gente che boh dovrebbero mettere l'etichetta "Made in RPB (Repubblica popolare del Boh)", così uno può scegliere. Poi al governo si parla di priorità! Il marchio "Madre in RPB" è la priorità, metti ci fosse stata questa trasparenza, in parlamento ci scamapavamo quelli che fanno le interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche!
L'uomo del Monte non dice più "sì" ma "Boh".
"Oh ma quel tipo?"
"Eh boh."
"Ma come boh!? Cosa hai fatto?!"
Non è colpa mia! Sono loro che sono Gente che Boh.
Buon Boh Anno a tutti.
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sabato 4 gennaio 2014
giovedì 21 novembre 2013
Bolle di Andersen
Vi ricordate del mio oceano? Ero quasi arrivata sul fondo e avevo delle zavorre attaccate ai miei piedi.
Ora avete presente la malattia del palombaro?
Praticamente un giorno le mie zavorre si sono improvvisamente staccate e sono schizzata fuori dall'acqua. Sono tornata a respirare l'ossigeno puro, ho rivisto il cielo.
Ora quando un subacqueo per vari motivi si ritrova a non poter rispettare la tabella di decompressione per risalire in superifice lo sbattono in una camera iperbarica.
Il problema fondamentalmente è che in fondo all'oceano si può vivere e farla sembrare una cosa quasi normale. Capita anche di farti degli amici, di gente come te là sotto ce n'è a bizzeffe. Dopo un po' si impara anche a riconoscerli, sia là sotto che alla luce del sole, lassù nel mondo emerso.
Noi sirene e sirenetti tristi siamo così rassegnati al nostro destino che non pensiamo mai al dopo. Siamo delle cicale marittime, pensiamo a costruirci un fortino emotivo adatto alla situazione e non pensiamo mai al condizionale, non osiamo pensare ad una vita a due zampe, piuttosto preferiamo credere che ci dissolveremo in centinaia di coreografiche bolle.
In sostanza negli anni a mollo avevo imparato a sopravvivere, mi ero costruita muri, ero molto brava a far fronte a determinati problemi e a tralasciane altri.
Insomma chi mai si preoccuperebbe del proprio aspetto in mezzo a corpi lividi e decomposti?
Io alla camera iperbarica non ci ho pensato, sono emersa velocemente, non vedevo l'ora di toccare terra. Il mare e la terra non sono compatibili e l'erosione di anni e anni di sale ha eroso i muri attorno a te facendomi trovare coperta di macerie. Non tutto insieme, piano piano, lentamente.
Cerco di imparare ad essere una persona migliore, a volte è difficile. Spesso devo far conto con la vergogna, altre con la mia autostima che, ironicamente, fa acqua da tutte le parti. Molte volte devo reprimere la mia vocina interiore che mi spinge a comportarmi come facevo laggiù.
Sorprendentemente la mente e il corpo umano funzionano in un modo straordinario e certe cose sono impossibili da reprimere.
Non puoi evitare di avere una morsa allo stomaco, non puoi evitare le budella che si attorcigliano, non puoi evitare di piangere o ridere e purtroppo nemmeno di sussultare.
Mi chiedo continuamente se sto facendo la cosa giusta, se ho diritto di esultare di essere uscita, perché dopotutto chi mi ha tolto queste zavorre di certo non l'ha fatto per me, è come se muovendosi per sbaglio le abbia strappate via. Potrei ringraziare ma perché dare il merito di qualcosa a qualcuno che a te non ci ha neanche pensato?
Voi lo sapete il finale della Sirenetta di Andersen? Io voglio arrivare là. Voglio compiere 300 buone azioni e poi essere felice.
Ora avete presente la malattia del palombaro?
Praticamente un giorno le mie zavorre si sono improvvisamente staccate e sono schizzata fuori dall'acqua. Sono tornata a respirare l'ossigeno puro, ho rivisto il cielo.
Ora quando un subacqueo per vari motivi si ritrova a non poter rispettare la tabella di decompressione per risalire in superifice lo sbattono in una camera iperbarica.
Il problema fondamentalmente è che in fondo all'oceano si può vivere e farla sembrare una cosa quasi normale. Capita anche di farti degli amici, di gente come te là sotto ce n'è a bizzeffe. Dopo un po' si impara anche a riconoscerli, sia là sotto che alla luce del sole, lassù nel mondo emerso.
Noi sirene e sirenetti tristi siamo così rassegnati al nostro destino che non pensiamo mai al dopo. Siamo delle cicale marittime, pensiamo a costruirci un fortino emotivo adatto alla situazione e non pensiamo mai al condizionale, non osiamo pensare ad una vita a due zampe, piuttosto preferiamo credere che ci dissolveremo in centinaia di coreografiche bolle.
In sostanza negli anni a mollo avevo imparato a sopravvivere, mi ero costruita muri, ero molto brava a far fronte a determinati problemi e a tralasciane altri.
Insomma chi mai si preoccuperebbe del proprio aspetto in mezzo a corpi lividi e decomposti?
Io alla camera iperbarica non ci ho pensato, sono emersa velocemente, non vedevo l'ora di toccare terra. Il mare e la terra non sono compatibili e l'erosione di anni e anni di sale ha eroso i muri attorno a te facendomi trovare coperta di macerie. Non tutto insieme, piano piano, lentamente.
Cerco di imparare ad essere una persona migliore, a volte è difficile. Spesso devo far conto con la vergogna, altre con la mia autostima che, ironicamente, fa acqua da tutte le parti. Molte volte devo reprimere la mia vocina interiore che mi spinge a comportarmi come facevo laggiù.
Sorprendentemente la mente e il corpo umano funzionano in un modo straordinario e certe cose sono impossibili da reprimere.
Non puoi evitare di avere una morsa allo stomaco, non puoi evitare le budella che si attorcigliano, non puoi evitare di piangere o ridere e purtroppo nemmeno di sussultare.
Mi chiedo continuamente se sto facendo la cosa giusta, se ho diritto di esultare di essere uscita, perché dopotutto chi mi ha tolto queste zavorre di certo non l'ha fatto per me, è come se muovendosi per sbaglio le abbia strappate via. Potrei ringraziare ma perché dare il merito di qualcosa a qualcuno che a te non ci ha neanche pensato?
Voi lo sapete il finale della Sirenetta di Andersen? Io voglio arrivare là. Voglio compiere 300 buone azioni e poi essere felice.
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giovedì 18 luglio 2013
Voglio essere grande come un elefante
Circa tre anni fa guardai The eternal sunshine of a spottless mind, ricordo che mi piacque ma nulla di più. Oggi l'ho rivisto e interiormente ho uno strano tumulto. Mi sento stralunata e sento che ha toccato qualcosa ma non riesco a capire cosa.
Mi chiedo se ci sarebbe qualcuno che vorrei cancellare dalla mia mente, se sia qualcosa di eticamente corretto, non solo nei miei confronti ma anche di chi viene dimenticato.
Forse no, non vorrei privarmi di nessun ricordo, ogni persona che ha incrociato la mia vita è stata importante nonostante il dolore che mi abbia arrecato. Incessantemente mi chiedo se vorrei cancellare G, l'incipit di tutto. La sua perdita mi ha catapultata dall'adolescenza all'età adulta, saltando qualche anno fondamentale. Perdere qualcun altro non sarebbe stato lo stesso, G mi ricorda quanto la vita possa sfumare in un secondo. Un giorno sei una felice 15enne che va ad una fiera di paese e pochi istanti dopo sei sdraiata sull'erba con il battito che scema. Posso sentire l'aria di maggio, l'odore di erba e fieno tipico della nostra campagna. Casualmente l'altro giorno sono passata per la prima volta per quella strada. Ogni metro era uno strazio, ho solo vaghe informazioni su dove sia avvenuto, ad ogni curva mi chiedevo "Sarà stato qui?".
No, io non cancellerei G, per nulla al mondo. Se qualcuno volesse cancellare qualcun altro, perchè no? In Amelie dicevo che la felicità non si deve ottenere nascondendo la verità ma in questo caso la persona sceglie consapevolmente di eliminare un pezzo di stessa, del proprio essere. Non credo però che il punto debba essere cancellare il dolore ma la persona che si è diventati. Spesso ci accadono cose che ci cambiano, cominciamo ad odiarci e incolpiamo quella persona o quell'evento per averlo fatto. Credo che se la possibilità fosse concreta, quella di cancellare qualcuno, molti ne usufruirebbero. Noi umani siamo pigri e allo stesso tempo troppo impegnati. Non ci interessa più la strada ma l'arrivo. Non vogliamo conoscere la soddisfazione di risollevarsi, l'importante è essere in piedi.
Mi turba che questo film mi abbia colpito, da quel che so sono i caduti in amore che amano questo film. Io non odio nessuno delle mie passate infatuazioni e se in passato l'ho fatto era per la ragione sbagliata. Ho odiato me stessa e ciò che ero diventata e come è comunque in questi casi si riversa la propria rabbia su qualcosa. Io suQqualcuno. L'ho capito anni dopo, l'ho capito forse quando l'ho rivisto. Se avessi cancellato quella persona dalla mia vita non sarei partita. Non avrei superato quel male di vivere che mi stava facendo affogare. Ero depressa in quel periodo e lui aveva solo peggiorato le cose. Consideravo la mia vita finita, non volevo vivere nè morire. Un oblio costante. Oggi voglio vivere e alla morte non ci penso. Vorrei quasi ringraziarlo per avermi dato l'inconsapevole spinta.
Non basta ricorrere alla fantascienza, le persone tendono a cancellare, non superano gli eventi negativi, li cancellano. Io cerco di prendere sempre il lato positivo e se non ci riesco penso che un giorno capirò perchè mi è stata utile quella cosa. Forse ora non ho ancora gli strumenti adatatti a farlo ma fra qualche anno sì. Credo sia accaduto lo stesso con questo film, 3 anni fa non avevo gli strumenti per capirlo. Avevo le capacità per capire di aver davanti un bel film ma non capivo perchè lo fosse realmente.
Quest'utlimo mese è stato difficilissimo, la mia faccia si è ripetutamente sfracellata contro la realtà. Chi è rimasto è andato avanti, c'è chi si è laureato, chi si è trovato un nuovo fidanzato o chi ha preso casa. Tutte cose tangibili ma io di questi ultimi tempi ho solo un sacco di ricordi. Spesso è difficile combattere contro il frequente pensiero che in realtà non ho combinato nulla. Risulta difficile anche adeguarsi ai cambiamenti di personalità delle altre persone, digerirli poco per volta è un conto, tutti insieme si rischia l'indigestione. Ricadere nella depressione pre-viaggio è un timore fortissimo e queste paranoie di certo non aiutano.
Forse ho capito come questo film si è andato a ricollegare alla mia vita e ai miei pensieri e probabilmente una protagonista con i capelli di colori pazzi ha aiutato molto ad immedesimarmi..
Mi chiedo se ci sarebbe qualcuno che vorrei cancellare dalla mia mente, se sia qualcosa di eticamente corretto, non solo nei miei confronti ma anche di chi viene dimenticato.
Forse no, non vorrei privarmi di nessun ricordo, ogni persona che ha incrociato la mia vita è stata importante nonostante il dolore che mi abbia arrecato. Incessantemente mi chiedo se vorrei cancellare G, l'incipit di tutto. La sua perdita mi ha catapultata dall'adolescenza all'età adulta, saltando qualche anno fondamentale. Perdere qualcun altro non sarebbe stato lo stesso, G mi ricorda quanto la vita possa sfumare in un secondo. Un giorno sei una felice 15enne che va ad una fiera di paese e pochi istanti dopo sei sdraiata sull'erba con il battito che scema. Posso sentire l'aria di maggio, l'odore di erba e fieno tipico della nostra campagna. Casualmente l'altro giorno sono passata per la prima volta per quella strada. Ogni metro era uno strazio, ho solo vaghe informazioni su dove sia avvenuto, ad ogni curva mi chiedevo "Sarà stato qui?".
No, io non cancellerei G, per nulla al mondo. Se qualcuno volesse cancellare qualcun altro, perchè no? In Amelie dicevo che la felicità non si deve ottenere nascondendo la verità ma in questo caso la persona sceglie consapevolmente di eliminare un pezzo di stessa, del proprio essere. Non credo però che il punto debba essere cancellare il dolore ma la persona che si è diventati. Spesso ci accadono cose che ci cambiano, cominciamo ad odiarci e incolpiamo quella persona o quell'evento per averlo fatto. Credo che se la possibilità fosse concreta, quella di cancellare qualcuno, molti ne usufruirebbero. Noi umani siamo pigri e allo stesso tempo troppo impegnati. Non ci interessa più la strada ma l'arrivo. Non vogliamo conoscere la soddisfazione di risollevarsi, l'importante è essere in piedi.
Mi turba che questo film mi abbia colpito, da quel che so sono i caduti in amore che amano questo film. Io non odio nessuno delle mie passate infatuazioni e se in passato l'ho fatto era per la ragione sbagliata. Ho odiato me stessa e ciò che ero diventata e come è comunque in questi casi si riversa la propria rabbia su qualcosa. Io su
Non basta ricorrere alla fantascienza, le persone tendono a cancellare, non superano gli eventi negativi, li cancellano. Io cerco di prendere sempre il lato positivo e se non ci riesco penso che un giorno capirò perchè mi è stata utile quella cosa. Forse ora non ho ancora gli strumenti adatatti a farlo ma fra qualche anno sì. Credo sia accaduto lo stesso con questo film, 3 anni fa non avevo gli strumenti per capirlo. Avevo le capacità per capire di aver davanti un bel film ma non capivo perchè lo fosse realmente.
Quest'utlimo mese è stato difficilissimo, la mia faccia si è ripetutamente sfracellata contro la realtà. Chi è rimasto è andato avanti, c'è chi si è laureato, chi si è trovato un nuovo fidanzato o chi ha preso casa. Tutte cose tangibili ma io di questi ultimi tempi ho solo un sacco di ricordi. Spesso è difficile combattere contro il frequente pensiero che in realtà non ho combinato nulla. Risulta difficile anche adeguarsi ai cambiamenti di personalità delle altre persone, digerirli poco per volta è un conto, tutti insieme si rischia l'indigestione. Ricadere nella depressione pre-viaggio è un timore fortissimo e queste paranoie di certo non aiutano.
Forse ho capito come questo film si è andato a ricollegare alla mia vita e ai miei pensieri e probabilmente una protagonista con i capelli di colori pazzi ha aiutato molto ad immedesimarmi..
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mercoledì 29 agosto 2012
Nitty gritty dirty little freaks
Non amo le mezze misure. Amo il bianco o il nero.
Se cambio colore passo dal nero al rosa. Se taglio i capelli passo da lunghi a corti.
Il mio cervello lavora veloce, mi da risposte immediate. Non esiste un "non so che fare" ma solo "vorrei ma non posso". Non devo pensarci, ho già pensato.
O è bianco o è nero. Il dubbio lo lascio a chi osserva le mie scelte.
Forse non pondero. Forse sono impulsiva e infantile. Forse sbaglio spesso. Forse sono talmente giovane da non sapere neanche dove sta il mio culo.
Non ho paura che la genti mi usi. Io in primis uso la gente. La uso per non annegare, per restare a galla e continuare a guardarmi allo specchio.
Non sono una buona amica né una brava figlia. Non sono la fidanzata ideale né la scopata perfetta.
Sono un accozzaglia di esperienze e vita tenute su col moccio della bimba dentro me.
Costruisco le mie convinzioni e ci vivo dentro. Sono arrogante, presuntuosa ed egocentrica. Sono di quelle che fanno parte della tua vita e che poi dimentichi.
Sono quella con un brutto sorriso che ride sempre. Quella con gli occhi lucidi che non piange mai.
Sono quella che: "Ma come? Hai i capelli rosa e sei pessimista?".
Se cambio colore passo dal nero al rosa. Se taglio i capelli passo da lunghi a corti.
Il mio cervello lavora veloce, mi da risposte immediate. Non esiste un "non so che fare" ma solo "vorrei ma non posso". Non devo pensarci, ho già pensato.
O è bianco o è nero. Il dubbio lo lascio a chi osserva le mie scelte.
Forse non pondero. Forse sono impulsiva e infantile. Forse sbaglio spesso. Forse sono talmente giovane da non sapere neanche dove sta il mio culo.
Non ho paura che la genti mi usi. Io in primis uso la gente. La uso per non annegare, per restare a galla e continuare a guardarmi allo specchio.
Non sono una buona amica né una brava figlia. Non sono la fidanzata ideale né la scopata perfetta.
Sono un accozzaglia di esperienze e vita tenute su col moccio della bimba dentro me.
Costruisco le mie convinzioni e ci vivo dentro. Sono arrogante, presuntuosa ed egocentrica. Sono di quelle che fanno parte della tua vita e che poi dimentichi.
Sono quella con un brutto sorriso che ride sempre. Quella con gli occhi lucidi che non piange mai.
Sono quella che: "Ma come? Hai i capelli rosa e sei pessimista?".
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giovedì 26 luglio 2012
La mia parte riluttante.
L'altra me stasera non avrebbe dato il cinque alla ragazza tedesca. Non avrebbe tirato su i bordi dei jeans per provare la temperatura dell'acqua. Non si sarebbe tolta la maglietta, i pantaloni e la collana rimanendo solo con l'intimo. Non l'avrebbe fatto sopratutto di fronte al ragazzo che le piace così tanto. Non avrebbe gridato "UNO DUE TREEEEE" e non sarebbe saltata nell'acqua scura della notte olandese. Non avrebbe nuotato ammirando le meravigliose luci della città di fronte. Non avrebbe sguazzato in quell'acqua piena di alghe e non sarebbe uscita così facilmente e non sarebbe andata a cambiarsi i vestiti passando di fronte a tutti gli altri solo con un paio di mutande e un reggiseno.
L'altra me sarebbe restata lì in disparte a preoccuparsi della propria ciccetta e del freddo mentre pensava quanto avrebbe voluto tuffarsi.
Se voglio fare qualcosa la farò.
L'altra me sarebbe restata lì in disparte a preoccuparsi della propria ciccetta e del freddo mentre pensava quanto avrebbe voluto tuffarsi.
Se voglio fare qualcosa la farò.
Baci ma anche no
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martedì 15 maggio 2012
Will I be pretty? Will I be rich?
![]() |
| La dura vita in Ollàllànda. |
Sorellas Braciolas, che all'inizio mi tirava calci, ora mi sorride. Così all'improvviso. La cosa è inquietante. Secondo me in realtà sta progettando qualcosa. Anche il gatto di casa progetta qualcosa, lo sento. I gatti sono persone orribili.
Ho anche trovato delle ragazze con cui mi trovo benissimo.
Però mi manca "casa". Mi manca parlare italiano con un sacco di parolacce. Mi manca mangiare alle 8. Mi manca uscire con i miei amici. Mi manca la mia privacy perchè nonostante mi trovi bene non sono completamente a mio agio.
Mi manca un cazzo di computer come DioOrsettoGommoso comanda. Che possibilmente non cerchi di decollare facendo un rumore infernale.
Ecco.
Non so che fare.
martedì 10 gennaio 2012
Il sale della terra
Lei mi fissava. Era così bella vestita di bianco, i capelli lunghi raccolti di lato. Gli occhioni chiari incorniciati dal mascara.
Ero troppo lontano da lei ma ero sicura profumasse di fresco. Quel misto di ammorbidente con una vaga scia dolce data dal bagnoschiuma.
Guardandola provavo una strana sensazione. La stessa che si prova quando pensi di aver fatto un regalo bellissimo e poi scopri guardando gli altri doni che il tuo in confronto fa proprio schifo. Forse si può definire mortificazione.
Nella mia testa si scontravano idee opposte. Frasi su frasi si accavallavano. Non capivo come poter mettere ordine fra i pensieri. Con una mano reggevo il mio libro malconcio e nell'altra tenevo quel segnalibro da cui ancora non riesco a separarmi.
La finzione del romanzo, le frasi rivoltemi, i miei pensieri e i ricordi ormai ammuffiti gravitavano attorno a me mentre la fissavo. In un attimo di tregua da tutto quel rimuginare mi accorgo di star fissando il vuoto. Lei se ne è andata. Metto il segnalibro nel malconcio volume e lo ripongo in borsa insieme al resto dei miei pensieri.
Ero troppo lontano da lei ma ero sicura profumasse di fresco. Quel misto di ammorbidente con una vaga scia dolce data dal bagnoschiuma.
Guardandola provavo una strana sensazione. La stessa che si prova quando pensi di aver fatto un regalo bellissimo e poi scopri guardando gli altri doni che il tuo in confronto fa proprio schifo. Forse si può definire mortificazione.
Nella mia testa si scontravano idee opposte. Frasi su frasi si accavallavano. Non capivo come poter mettere ordine fra i pensieri. Con una mano reggevo il mio libro malconcio e nell'altra tenevo quel segnalibro da cui ancora non riesco a separarmi.
La finzione del romanzo, le frasi rivoltemi, i miei pensieri e i ricordi ormai ammuffiti gravitavano attorno a me mentre la fissavo. In un attimo di tregua da tutto quel rimuginare mi accorgo di star fissando il vuoto. Lei se ne è andata. Metto il segnalibro nel malconcio volume e lo ripongo in borsa insieme al resto dei miei pensieri.
Baci ma anche no
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giovedì 29 dicembre 2011
L'origine du Chewbecca
Stasera ero irrequieta. Avevo un dubbio che mi corrodeva l'anima.
"Sentite, ma i vostri peli pubici sono ricci?"
Io ho il complesso della patata Chewbecca.
Facevo pallavolo e vedevo sempre le mie compagne farsi la doccia. Loro arrivavano belle con la patata al vento e io guardavo loro e poi guardavo me e dicevo "Che cazzo hai che non va SamsaPatata?". Perchè le loro erano bei cespugli rigogliosi, batuffolosi e pieni. Insomma erano belle anche se selvatiche.
Io e la SamsaPatata tornavamo a casa sconsolate. Non importava quanto provassi ad inselvatichirla, lei se ne stava lì con la sua chioma liscia.
Cominciai ad avere le prime esperienze ammorrrose e mi vergognavo un sacco perchè la mia che l'accorciassi o la lasciassi crescere sembrava sempre spennacchiata. La ceretta mi avrebbe fatto sentire nuda per molto tempo così decisi che, in certe occasioni, munita di lame affilate avrei tirato via tutto.
Però ogni volta la povera SamsaPatata rischia di scartavetrare il povero malcapitato e comunque tutto quel nudo non le fa apprezzare appieno l'ammmorrrre.
La piccola e spennacchiata SamsaPatata è depressa. Perchè non è come tutte le altre? Perchè a lei non è stato donato quella naturale vaporosità del pelo? Persino la sua ex migliore amica, che odia con tutto il cuore, deve ammettere che ha una AddalisaPatata come dio comanda.
Se avesse posato per Courbet a quest'ora nessuno lo conoscerebbe.
SamsaPatata arricciati, infoltisciti, fatti le treccine piuttosto ma fai qualcosa! Sii una degna origine del mondo!
"Sentite, ma i vostri peli pubici sono ricci?"
Io ho il complesso della patata Chewbecca.
Facevo pallavolo e vedevo sempre le mie compagne farsi la doccia. Loro arrivavano belle con la patata al vento e io guardavo loro e poi guardavo me e dicevo "Che cazzo hai che non va SamsaPatata?". Perchè le loro erano bei cespugli rigogliosi, batuffolosi e pieni. Insomma erano belle anche se selvatiche.
Io e la SamsaPatata tornavamo a casa sconsolate. Non importava quanto provassi ad inselvatichirla, lei se ne stava lì con la sua chioma liscia.
Cominciai ad avere le prime esperienze ammorrrose e mi vergognavo un sacco perchè la mia che l'accorciassi o la lasciassi crescere sembrava sempre spennacchiata. La ceretta mi avrebbe fatto sentire nuda per molto tempo così decisi che, in certe occasioni, munita di lame affilate avrei tirato via tutto.
Però ogni volta la povera SamsaPatata rischia di scartavetrare il povero malcapitato e comunque tutto quel nudo non le fa apprezzare appieno l'ammmorrrre.
La piccola e spennacchiata SamsaPatata è depressa. Perchè non è come tutte le altre? Perchè a lei non è stato donato quella naturale vaporosità del pelo? Persino la sua ex migliore amica, che odia con tutto il cuore, deve ammettere che ha una AddalisaPatata come dio comanda.
Se avesse posato per Courbet a quest'ora nessuno lo conoscerebbe.
SamsaPatata arricciati, infoltisciti, fatti le treccine piuttosto ma fai qualcosa! Sii una degna origine del mondo!
Baci ma anche no
mercoledì 28 dicembre 2011
Take these cards yourrselves and flip them
Pensavo di non trovarmi carina perchè grassa e a me le persone grasse non piacciono. Pesavo 90 kg ma non mi facevo grandi problemi. Era una cosa fra me e me, questo non mi dava problemi nel rapportarmi con gli altri.
Poi sono dimagrita di quasi 20 kg ma nulla è cambiato. A rigor di logica più dimagrisco più dovrei trovarmi carina ma io non penso di essere più bella. Anzi la percezione di me stessa è sempre peggiore.
In realtà non vedo neanche questo grande cambiamento a dispetto di quello che tutti dicono. Qualcosa però visivamente deve essere cambiato. Me ne sono resa conto quando ho visto che i vestiti della Mary mi andavano bene e non stra-stretti come prima.
Così ho capito che essere grassa non c'entra nulla. È un problema, grosso, di autostima.
Prima mi facevo meno problemi, accettavo le critiche. Ho sopportato per anni gente che mi diceva che sarei stata davvero figa magra. E non sapete quanto è umiliante sentiserselo dire, quanto non ti faccia mai sentire completamente apprezzata e nemmeno minimamente carina.
Io non sono una persona che ama crogiolarsi nella propria frustrazione e così ho cercato una motivazione a tutto ciò. Cosa è cambiato in questi ultimi anni?
Forse la maturità sessuale ha influito, ho dovuto mostrare il mio corpo e questo mi ha fatto sentire a disagio e inadatta.
Forse è perchè nessuno mi ha mai fatto sentire bella. Non posso negarlo, anche volendo è impossibile non dare peso a quello che dicono gli altri. Nessun ragazzo con cui ho avuto a che fare è mai riuscito a farmi sentire carina. E neppure i mei genitori o la mia migliore amica.
Se mi guardo allo specchio mi trovo caruccia ma dura circa due secondi per poi partire con la solita solfa.
Mi sento a disagio e piango un sacco se ci penso ma non piango mica perchè non sono carina ma perchè sono scema. Mi incazzo con me stessa perchè mi sento stupida.
Il problema non sustisterebbe se questo non andasse ad influire sul mio rapportarmi con gli altri e sulla considerazione che ho di me stessa. Mi sento pessima, uno schifo. Cazzo, sono seghe che non mi facevo manco a 16 anni!
Mi trovo a combattere ora contro qualcosa nato anni fa ma da cui sono scappata fino ad oggi e sinceramente non so se sono pronta.
Poi sono dimagrita di quasi 20 kg ma nulla è cambiato. A rigor di logica più dimagrisco più dovrei trovarmi carina ma io non penso di essere più bella. Anzi la percezione di me stessa è sempre peggiore.
In realtà non vedo neanche questo grande cambiamento a dispetto di quello che tutti dicono. Qualcosa però visivamente deve essere cambiato. Me ne sono resa conto quando ho visto che i vestiti della Mary mi andavano bene e non stra-stretti come prima.
Così ho capito che essere grassa non c'entra nulla. È un problema, grosso, di autostima.
Prima mi facevo meno problemi, accettavo le critiche. Ho sopportato per anni gente che mi diceva che sarei stata davvero figa magra. E non sapete quanto è umiliante sentiserselo dire, quanto non ti faccia mai sentire completamente apprezzata e nemmeno minimamente carina.
Io non sono una persona che ama crogiolarsi nella propria frustrazione e così ho cercato una motivazione a tutto ciò. Cosa è cambiato in questi ultimi anni?
Forse la maturità sessuale ha influito, ho dovuto mostrare il mio corpo e questo mi ha fatto sentire a disagio e inadatta.
Forse è perchè nessuno mi ha mai fatto sentire bella. Non posso negarlo, anche volendo è impossibile non dare peso a quello che dicono gli altri. Nessun ragazzo con cui ho avuto a che fare è mai riuscito a farmi sentire carina. E neppure i mei genitori o la mia migliore amica.
Se mi guardo allo specchio mi trovo caruccia ma dura circa due secondi per poi partire con la solita solfa.
Mi sento a disagio e piango un sacco se ci penso ma non piango mica perchè non sono carina ma perchè sono scema. Mi incazzo con me stessa perchè mi sento stupida.
Il problema non sustisterebbe se questo non andasse ad influire sul mio rapportarmi con gli altri e sulla considerazione che ho di me stessa. Mi sento pessima, uno schifo. Cazzo, sono seghe che non mi facevo manco a 16 anni!
Mi trovo a combattere ora contro qualcosa nato anni fa ma da cui sono scappata fino ad oggi e sinceramente non so se sono pronta.
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domenica 6 novembre 2011
Kicking squealing Gucci little piggy
Fortunatamente sono una paranoica non egocentrica e tendenzialmente pessimista.
In caso contrario ad oggi penserei di:
-Avere alle calcagna una lobby massonica che mi impedisce di conquistare il mondo.
-Essere stata adottata.
-Essere stata amata da almeno una decina di uomini.
-Di essere capace di innamorarmi ad ogni schiocco di dita.
-Somigliare sputata a Megan Fox.
-Avere un q.i. di molto superiore alla media ma non utilizzarlo.
E invece....
-Non riesco a conquistare neanche la privacy nella mia camera, essendo questa l'anticamera del bagno.
-Mia zia era l'infermiera nell'ospedale dove sono nata.
-Nessuno ha mai lontanamente pensato di amarmi. (per fortuna loro eh!)
-Avere avuto solo due cotte. Una l'anno della morte di Giovanni Paolo II e l'altra quest'anno. (Fossi in Ratzinger starei attento.)
-La consapevolezza di avere il "Cervello di Buttiglione e il fisico di Vanna Marchi"* o il contrario. Che tanto sempre schifo fa.
In caso contrario ad oggi penserei di:
-Avere alle calcagna una lobby massonica che mi impedisce di conquistare il mondo.
-Essere stata adottata.
-Essere stata amata da almeno una decina di uomini.
-Di essere capace di innamorarmi ad ogni schiocco di dita.
-Somigliare sputata a Megan Fox.
-Avere un q.i. di molto superiore alla media ma non utilizzarlo.
E invece....
-Non riesco a conquistare neanche la privacy nella mia camera, essendo questa l'anticamera del bagno.
-Mia zia era l'infermiera nell'ospedale dove sono nata.
-Nessuno ha mai lontanamente pensato di amarmi. (per fortuna loro eh!)
-Avere avuto solo due cotte. Una l'anno della morte di Giovanni Paolo II e l'altra quest'anno. (Fossi in Ratzinger starei attento.)
-La consapevolezza di avere il "Cervello di Buttiglione e il fisico di Vanna Marchi"* o il contrario. Che tanto sempre schifo fa.
Baci ma anche no
Mia Samsa
*L'ho sentita oggi in una replica di Zelig, non so chi fosse il comico ma mi ha fatto troppo spisciare.
martedì 1 novembre 2011
Vestitevi a cipolla e ricordatevi il k-way.
Quando c'è il cambio di stagione la migliore soluzione per sfuggire al caldo o al freddo è vestirsi a cipolla. Che poi vuol dire vestirsi a strati. Togli la felpa e smetti di soffocare dal caldo. Metti la felpa e smetti di brinare.
Anche nei rapporti umani ci vestiamo a cipolla. Che non vuol dire andare dal proprio fidanzato conciati come un soffritto.
Tutti noi partiamo con il cappottone invernale e pian piano ci svestiamo. Ogni volta che il rapporto si evolve e si fa più profondo noi togliamo qualcosa. Con la nostra famiglia saremo nudi. Con gli amici in mutande. Con i conoscenti in felpa e jeans.
Io sono freddolosa e quindi d'inverno affretto il cambio e d'estate lo ritardo. Mi costa molto spogliarmi. Non è difficile vedermi parlare con qualcuno in mutande mentre io ho il piumino, la sciarpa e il cappello.
Nonostante questo capita anche a me di restare in mutande. E solitamente me ne rendo conto perchè frigno un sacco. Qualsiasi cosa riguardante quella persona mi fa frignare, anche il più piccolo problema. A volte è frustrante perchè basta davvero poco, come una piccola discussione, che i rubinetti partono. E non è mai bello cominciare a frignare nel bel mezzo del nulla, in situazioni che non richiedono il pianto. Per esempio se state litigando con qualcuno. Voi urlare, l'altro urla e all'improvviso tu cominci a frignare. L'altro percepirà un'anomalia. Così o si incazzerà ancora di più o smetterà di gridare e cercherà di tranquillizzarvi. Ed io a queste due soluzioni reagisco incazzandomi e questo mi porta a piangere ancora di più.
Solitamente siamo noi a decidere se spogliarci o meno. Magari inconsciamente ma lo decidiamo noi. A volte però ci troviamo di fronte a persone che brutalmente ci spogliano e rivestono a loro piacimento. Senza che ci sia data al possibilità di reagire. Provate ad immaginarvi in piena estate, caldo e umidità alle stelle. Arriva uno e vi infila felpa, cappotto e sciarpa. Schiattate dal caldo.
Oppure immaginate che arrivi uno in pieno inverno e vi lasci mezzi nudi in mezzo al freddo e alla neve. Schiattate di freddo.
Ora come ora, vorrei schiattare di freddo.
Anche nei rapporti umani ci vestiamo a cipolla. Che non vuol dire andare dal proprio fidanzato conciati come un soffritto.
Tutti noi partiamo con il cappottone invernale e pian piano ci svestiamo. Ogni volta che il rapporto si evolve e si fa più profondo noi togliamo qualcosa. Con la nostra famiglia saremo nudi. Con gli amici in mutande. Con i conoscenti in felpa e jeans.
Io sono freddolosa e quindi d'inverno affretto il cambio e d'estate lo ritardo. Mi costa molto spogliarmi. Non è difficile vedermi parlare con qualcuno in mutande mentre io ho il piumino, la sciarpa e il cappello.
Nonostante questo capita anche a me di restare in mutande. E solitamente me ne rendo conto perchè frigno un sacco. Qualsiasi cosa riguardante quella persona mi fa frignare, anche il più piccolo problema. A volte è frustrante perchè basta davvero poco, come una piccola discussione, che i rubinetti partono. E non è mai bello cominciare a frignare nel bel mezzo del nulla, in situazioni che non richiedono il pianto. Per esempio se state litigando con qualcuno. Voi urlare, l'altro urla e all'improvviso tu cominci a frignare. L'altro percepirà un'anomalia. Così o si incazzerà ancora di più o smetterà di gridare e cercherà di tranquillizzarvi. Ed io a queste due soluzioni reagisco incazzandomi e questo mi porta a piangere ancora di più.
Solitamente siamo noi a decidere se spogliarci o meno. Magari inconsciamente ma lo decidiamo noi. A volte però ci troviamo di fronte a persone che brutalmente ci spogliano e rivestono a loro piacimento. Senza che ci sia data al possibilità di reagire. Provate ad immaginarvi in piena estate, caldo e umidità alle stelle. Arriva uno e vi infila felpa, cappotto e sciarpa. Schiattate dal caldo.
Oppure immaginate che arrivi uno in pieno inverno e vi lasci mezzi nudi in mezzo al freddo e alla neve. Schiattate di freddo.
Ora come ora, vorrei schiattare di freddo.
Baci ma anche no
Mia Samsa
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venerdì 21 ottobre 2011
You give paranoia a bad name.
Essere paranoica da molto tempo ti concede notevoli agevolazioni. La paranoia è questione di anzianità. Da più tempo lo sei e meglio sai gestirla e sopratutto meglio sai far pensare ad altri che non lo sei affatto.
Il giovane paranoico imparerà con il tempo dei trucchetti per gestire la sua paranoicità e per nasconderla.
Come riuscire a gestirla?
Facciamo un esempio pratico. Tu paranoica sospetti che il tuo uomo ti tradisca. Potresti chiederglielo ma:
- Passeresti per paranoica
- Non riceverai una risposta sincera
Però per s-paranoiarti devi sapere. E come fare ad evitare i due suddetti punti?
Per scoprire la verità ci sono vari metodi. Fra i più usati:
1) "Perchè stiamo parlando di questo?"
2) "Maaaa non è che tu..."
3) "Il bivio"
Il metodo 1 si basa sul principio del "girarci attorno". Bisogna partire con una domanda innocente, casuale e poi con l'uso di qualche parolina tattica, pause e lapsus sono perfette per questo, ed espressioni lo porti dove vuoi. Pian piano senza che l'altro se ne accorga arriverà a parlare di quello che vorrete. Ad un certo punto il cervello dell'altra persona percepirà un vuoto fra le sinapsi, un gap. si sentirà smarrito (sopratutto se è una cosa che non voleva dire) e dirà la tipica frase "Perchè stiamo parlando di questo?" ecco. Qui capirete di esserci riusciti. Ora non vi resta che sfoderare la vostra faccina più tenera, spalancare gli occhioni e dire "Ma io ti ho solo chiesto a quanti gradi lavi i colorati! Tu poi hai divagato...".
Il metodo 2 è sicuramente meno efficace. Largamente usato dai meno scaltri e per questo più individuabile. Il tutto sta nel mettere in bocca all'altro quello che si pensa e/o si vuole.
Prendete un paranoico innamorato di qualcuno che non sa se ricambia, potete mai chiederglielo in modo così trasparente? Assolutamente no!
"Maaaa non è che tu sei innamorato di me?".
Il paranoico in questo caso riesce ad avere un rendiconto favorevole sia in caso di risposta negativa che positiva. In caso la risposta sia sì egli potrà confessare il suo ammmore mentre nel caso sia no eviterà di esporsi. Non rischia di passare per paranoico perche nel normo-para scaturirà una sorta di senso di colpa "Magari ho dato l'idea sbagliata/ Mi sto comportando male".
Il 3 metodo gioca sulla psicologia ma ha un'alta soglia di fallibilità.
Questo metodo è impossibile da usare con un altro paranoico. Assicuratevi dunque di avere di fronte a voi un normo-para!
Il tutto sta nel porre una domanda ambigua. "Secondo te sei amato?". Questo quesito potrebbe voler dire "Secondo te io ti amo?" ma anche "C'è al mondo qualcuno che ti ama?". Ora in base alla risposta che si riceve potrete capire cosa è più importante per lui. Potrebbe focalizzarsi sul "Amato da chi?" e allora o vi ha scoperto o non capisce davvero cosa gli stiate dicendo. Potrebbe rispondere "Sì da ***" e allora bona. Non vi si caga di striscio. Infine potrebbe temporeggiare. "Non so, boh. In che senso?" e lì probabilmente vuol dire che la risposta è si ma essendo voi l'oggetto dell'amore non vuole dirlo.
Dicendovi questo è un po' come se vi rivelassi la mia ricetta segreta. Se non siete paranoici non potrete capire ma ricordatevi queste cose e cercate di aiutare il paranoico.
Evitate domande ambigue, egli riconoscera il metodo numero 3 e pensera che voi stiate cercando di fregarlo con i suoi stessi giochetti.
Temporeggiate il meno possibile, siate sinceri e coccolate il più possibile il paranoico. La madre della paranoia è l'insicurezza. Insomma siamo dei cuccioli, mordiamo e ringhiamo solo se ci trattate in modo non consono.
E la cosa più importante. Mai e dico MAI rispondere "Boh". Se lo fate sarete segnati a vita nell'orgoglio e nell'anima del paranoico. Non c'è parola più irritante e ambigua di BOH.
Fate buon uso di queste confessioni e amateCi così come siamo!
Il giovane paranoico imparerà con il tempo dei trucchetti per gestire la sua paranoicità e per nasconderla.
Come riuscire a gestirla?
Facciamo un esempio pratico. Tu paranoica sospetti che il tuo uomo ti tradisca. Potresti chiederglielo ma:
- Passeresti per paranoica
- Non riceverai una risposta sincera
Però per s-paranoiarti devi sapere. E come fare ad evitare i due suddetti punti?
Per scoprire la verità ci sono vari metodi. Fra i più usati:
1) "Perchè stiamo parlando di questo?"
2) "Maaaa non è che tu..."
3) "Il bivio"
Il metodo 1 si basa sul principio del "girarci attorno". Bisogna partire con una domanda innocente, casuale e poi con l'uso di qualche parolina tattica, pause e lapsus sono perfette per questo, ed espressioni lo porti dove vuoi. Pian piano senza che l'altro se ne accorga arriverà a parlare di quello che vorrete. Ad un certo punto il cervello dell'altra persona percepirà un vuoto fra le sinapsi, un gap. si sentirà smarrito (sopratutto se è una cosa che non voleva dire) e dirà la tipica frase "Perchè stiamo parlando di questo?" ecco. Qui capirete di esserci riusciti. Ora non vi resta che sfoderare la vostra faccina più tenera, spalancare gli occhioni e dire "Ma io ti ho solo chiesto a quanti gradi lavi i colorati! Tu poi hai divagato...".
Il metodo 2 è sicuramente meno efficace. Largamente usato dai meno scaltri e per questo più individuabile. Il tutto sta nel mettere in bocca all'altro quello che si pensa e/o si vuole.
Prendete un paranoico innamorato di qualcuno che non sa se ricambia, potete mai chiederglielo in modo così trasparente? Assolutamente no!
"Maaaa non è che tu sei innamorato di me?".
Il paranoico in questo caso riesce ad avere un rendiconto favorevole sia in caso di risposta negativa che positiva. In caso la risposta sia sì egli potrà confessare il suo ammmore mentre nel caso sia no eviterà di esporsi. Non rischia di passare per paranoico perche nel normo-para scaturirà una sorta di senso di colpa "Magari ho dato l'idea sbagliata/ Mi sto comportando male".
Il 3 metodo gioca sulla psicologia ma ha un'alta soglia di fallibilità.
Questo metodo è impossibile da usare con un altro paranoico. Assicuratevi dunque di avere di fronte a voi un normo-para!
Il tutto sta nel porre una domanda ambigua. "Secondo te sei amato?". Questo quesito potrebbe voler dire "Secondo te io ti amo?" ma anche "C'è al mondo qualcuno che ti ama?". Ora in base alla risposta che si riceve potrete capire cosa è più importante per lui. Potrebbe focalizzarsi sul "Amato da chi?" e allora o vi ha scoperto o non capisce davvero cosa gli stiate dicendo. Potrebbe rispondere "Sì da ***" e allora bona. Non vi si caga di striscio. Infine potrebbe temporeggiare. "Non so, boh. In che senso?" e lì probabilmente vuol dire che la risposta è si ma essendo voi l'oggetto dell'amore non vuole dirlo.
Dicendovi questo è un po' come se vi rivelassi la mia ricetta segreta. Se non siete paranoici non potrete capire ma ricordatevi queste cose e cercate di aiutare il paranoico.
Evitate domande ambigue, egli riconoscera il metodo numero 3 e pensera che voi stiate cercando di fregarlo con i suoi stessi giochetti.
Temporeggiate il meno possibile, siate sinceri e coccolate il più possibile il paranoico. La madre della paranoia è l'insicurezza. Insomma siamo dei cuccioli, mordiamo e ringhiamo solo se ci trattate in modo non consono.
E la cosa più importante. Mai e dico MAI rispondere "Boh". Se lo fate sarete segnati a vita nell'orgoglio e nell'anima del paranoico. Non c'è parola più irritante e ambigua di BOH.
Fate buon uso di queste confessioni e amateCi così come siamo!
Baci ma anche no
Mia "Una paranoica" Samsa
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venerdì 7 ottobre 2011
Bounce
Forse sono io che esagero. Comprendo e consolo tutti per l'insoddisfazione che provano.
Abbraccerei forte l'amico che sta male per un ragazzo che conosce da poco e gli dico che quello che prova è normale.
Annuisco all'amica che non ha voglia di lavorare nè di fare il corso che le hanno imposto.
Sorrido al ragazzo affianco a me che si lamenta della sua vita mentre guida la sua Audi nuova indossando un paio di Gucci.
Però poi quando ero io a star male per uno che neanche conoscevo, quando io mi lamentavo di dover fare qualcosa che mi era stato imposto e quando sono io a dire che mi fa schifo la mia vita non ho pietà.
Perchè sono una scema, un'idiota, un'ingrata, un'ingenua, una stupida. Mi sento in colpa. E poi mi sento in colpa nel sentirmi in colpa e così mi alzo, scuoto la testa e mi dico che non dovrei pensare certe cose di me.
Vorrei essere una persona migliore, più simpatica, più intelligente, più carina, più matura. Mi sento una bimba con troppo trucco sul viso, le scarpe con i tacchi della mamma e un vestito 10 misure più grande. Cammino incerta, trascinandomi e stando attenta a non cadere. Ma io non sono adorabilmente goffa come una bimba che gioca a fare la mamma.
Una volta tolto il trucco, le scarpe e il vestito non sono una bellissima bimba. Sono un neonato zozzo e scalciante che non sa fare altro che frignare.
Povera
piccola
Mia.
Abbraccerei forte l'amico che sta male per un ragazzo che conosce da poco e gli dico che quello che prova è normale.
Annuisco all'amica che non ha voglia di lavorare nè di fare il corso che le hanno imposto.
Sorrido al ragazzo affianco a me che si lamenta della sua vita mentre guida la sua Audi nuova indossando un paio di Gucci.
Però poi quando ero io a star male per uno che neanche conoscevo, quando io mi lamentavo di dover fare qualcosa che mi era stato imposto e quando sono io a dire che mi fa schifo la mia vita non ho pietà.
Perchè sono una scema, un'idiota, un'ingrata, un'ingenua, una stupida. Mi sento in colpa. E poi mi sento in colpa nel sentirmi in colpa e così mi alzo, scuoto la testa e mi dico che non dovrei pensare certe cose di me.
Vorrei essere una persona migliore, più simpatica, più intelligente, più carina, più matura. Mi sento una bimba con troppo trucco sul viso, le scarpe con i tacchi della mamma e un vestito 10 misure più grande. Cammino incerta, trascinandomi e stando attenta a non cadere. Ma io non sono adorabilmente goffa come una bimba che gioca a fare la mamma.
Una volta tolto il trucco, le scarpe e il vestito non sono una bellissima bimba. Sono un neonato zozzo e scalciante che non sa fare altro che frignare.
Povera
piccola
Mia.
Baci ma anche no
Mia Samsa
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domenica 2 ottobre 2011
Lovely Complex
Per chi segue il mondo delle guru del makeup youtubbiano è già un fatto noto. Una delle nostre guru italiane più promettenti, e più giovane, alla veneranda età di 18 anni si è rifatta il naso.
Io sono favorevole alla chirurgia estetica ma temo che in alcuni casi chi deve operare se ne strafotte dell'etica pur di guadagnare. Ad un età così giovane e in presenza di un difetto minimo è eticamente corretto accontentare il cliente? Insomma, chi lavora in questo campo non dovrebbe avere un minimo di conoscenze psicologiche?
Io stessa a quell'età avevo il complesso del naso ed è chiaro a tutti guardando un paio di mie foto che non c'è nulla che non vada nel mio naso.
A volerci fare le pulci è un po' a patata e visto da destra risulta grandino e privo di una forma netta, oltre ad avere una narice leggermente più larga dell'altra. Insomma cazzate ma se avessi avuto soldi e disponibilità probabilmente ci avrei pensato seriamente.
Altro complesso svanito con gli anni, e i capelli, sono le orecchie. Secondo me troppo grandi e forse leggermente-poco-poco-poco a sventola.
Insomma avessi potuto operarmi a 18 anni avrei modificato già 2 cose. Vogliamo anche aggiungere quelle che modificherei ora?
In primis le puppe. Palesemente strabiche e divergenti. Le aggiusterei di corsa, tirandole un po' su e facendole smettere di guardare altrove se non di fronte a me. Che la gente bisogna guardarla in faccia guando si parla.
Altra cosa che odio sono i piedi. Non ho dita più lunghe, calli, cipolle, sedano e carote. Semplicemente sono brutti. E se per le tette ho avuto qualche sollevamente ti autostima, per i piedi proprio no. Hanno sempre confermato tutti. Ma che poi si guardassero i loro di piedi. Ecco.
Poi ci sono i denti. Il mio più grande complesso, l'unico di cui provo vergogna e faccio di tutto per nasconderlo.
Evito di sorridere scoprendoli e se a volte mi scappa subito chiudo la fottuta bocca o mi metto la mano davanti. Ecco. Sì, insomma i denti mi creano molti problemi considerando che è una delle prime cose si notano.
Facendo un complesso calcolo arriviamo a 5 interventi estetici all'età di 21 anni. Poi mettete che dimagrisco taaanto e avrò anche la pelle in avanzo. E quella non la togliamo? Togliamola! E siamo a 6.
Prima o poi invecchierò, no? E arriveranno altri complessi e via operiamoci.
Sono favorevole alla chirurgia se questi difetti ci impediscono di essere sereni ma credo ci debba essere una moderazione, specie se giovanissimi.
Con il tempi molti difetti non li notiamo più e anzi diventano pregi. Anche ora ho elencato 3 cose che rifarei ma fondamentelmente andrei a toccare solo i denti. Perchè mi creano problemi grossi e si notano.
Per il resto fottesega. Prima o poi me ne dimenticherò.
Io sono favorevole alla chirurgia estetica ma temo che in alcuni casi chi deve operare se ne strafotte dell'etica pur di guadagnare. Ad un età così giovane e in presenza di un difetto minimo è eticamente corretto accontentare il cliente? Insomma, chi lavora in questo campo non dovrebbe avere un minimo di conoscenze psicologiche?
Io stessa a quell'età avevo il complesso del naso ed è chiaro a tutti guardando un paio di mie foto che non c'è nulla che non vada nel mio naso.
A volerci fare le pulci è un po' a patata e visto da destra risulta grandino e privo di una forma netta, oltre ad avere una narice leggermente più larga dell'altra. Insomma cazzate ma se avessi avuto soldi e disponibilità probabilmente ci avrei pensato seriamente.
Altro complesso svanito con gli anni, e i capelli, sono le orecchie. Secondo me troppo grandi e forse leggermente-poco-poco-poco a sventola.
Insomma avessi potuto operarmi a 18 anni avrei modificato già 2 cose. Vogliamo anche aggiungere quelle che modificherei ora?
In primis le puppe. Palesemente strabiche e divergenti. Le aggiusterei di corsa, tirandole un po' su e facendole smettere di guardare altrove se non di fronte a me. Che la gente bisogna guardarla in faccia guando si parla.
Altra cosa che odio sono i piedi. Non ho dita più lunghe, calli, cipolle, sedano e carote. Semplicemente sono brutti. E se per le tette ho avuto qualche sollevamente ti autostima, per i piedi proprio no. Hanno sempre confermato tutti. Ma che poi si guardassero i loro di piedi. Ecco.
Poi ci sono i denti. Il mio più grande complesso, l'unico di cui provo vergogna e faccio di tutto per nasconderlo.
Evito di sorridere scoprendoli e se a volte mi scappa subito chiudo la fottuta bocca o mi metto la mano davanti. Ecco. Sì, insomma i denti mi creano molti problemi considerando che è una delle prime cose si notano.
Facendo un complesso calcolo arriviamo a 5 interventi estetici all'età di 21 anni. Poi mettete che dimagrisco taaanto e avrò anche la pelle in avanzo. E quella non la togliamo? Togliamola! E siamo a 6.
Prima o poi invecchierò, no? E arriveranno altri complessi e via operiamoci.
Sono favorevole alla chirurgia se questi difetti ci impediscono di essere sereni ma credo ci debba essere una moderazione, specie se giovanissimi.
Con il tempi molti difetti non li notiamo più e anzi diventano pregi. Anche ora ho elencato 3 cose che rifarei ma fondamentelmente andrei a toccare solo i denti. Perchè mi creano problemi grossi e si notano.
Per il resto fottesega. Prima o poi me ne dimenticherò.
Baci ma anche no
Mia Samsa
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mercoledì 14 settembre 2011
Settimana a punti 7- Settebbello! SetteFresco!
La settimana è a metà ma ormai si è capito che 'ste settimane a punti le faccio quando mi gira.
Lunedì mi trasferisco nelle Marche
Ad attendermi ci saranno i TerribiliGemellini e CuggginoMocassino. Mi viene la morte.
Non avrò l'adsl. Il 2 ottobre comincia Dexter. Mi viene la morte.
Sono stata alla Vogue Fashion Night Out. Pessima organizzazione dell'evento.
Una tizia all'aperitivo mi fissava senza motivo apparente.
Probabilmente o voleva trombarmi o voleva picchiarmi.
Spero la seconda. Cioècioè a me le ricce non piacciono.
Non riesco a scaricare l'album della divina Britni.
Ovviamente non è per me, eh, è per una mia amica. Ggggiuro.
Ormai la mia ricrescita ha vita propria. Lei comanda me.
Tutto questo parlare di bondage mi fa pensare.
Io sembrerei un arrosto ricoperto di pancetta.
Pancetta :Q____
E comunque ho 3 fantasie da realizzare.
No, spè. Sono 4.
Perchè vi sto parlando delle mie perversioni sessuali?
Venerdì farò l'ultimo aperitivo in colonne.
Mi viene da piangereeeeeeeeee
No, non è vero. Non sto piangendo, però sembrava bello e commovente dirlo.
Venite tutti a sbronzarvi in colonne.
La menta si taglia?
Boh, i vicino se lo stanno chiedendo mentre scrivo.
Sto allungando il brodo sperando che mi venga in mente qualcosa di divertente.
Fra l'altro, secondo me Macerata è proprio una cazzo di provincia sfigata.
Se qualche maceratese mi legge... SFIGATOOOOO.
Io so figa perchè vengo dalla provincia di Milano e noi ce la crediamo tantissimo.
Anche Luca si trasferisce nella Marche. Woohoo. Però sarà lontanerrimo da me.
Madre vuole che domani mi svegli presto per lavare la roba. Mi viene la morte.
Io sono l'essere più vicino alla leggenda delle donne che non fanno la cacca.
Da piccina ero davvero convinta che la mia cacca profumasse di saponetta per le mani.
Direi di chiudere con la cacca questa settimana a punti.
Caccaculo.
Così, perchè è un non-vocabolo piacevole da pronunciare. Provate!
Ciàcià.
Ho un lettore da Culo. Cioè oltre al solito. Wohooo.
Ciààààààààà
Baci ma anche no
Mia Samsa
mercoledì 7 settembre 2011
È verde ma non è un lime.
Penso che il primo modo per coltivare un'invidia sana sia quello di ammettere di essere invidiosi...
Per esempio trovo lecito, per la mia morale, ammettere di provare una sana invidia per il quasi-ragazzo della propria amica.
Non che io voglia il suo quasi-ragazzo e non che in qualche modo pensi che lei non meriti quel ragazzo. Semplicemente trovo che tutto questo sia così AWWWWWWWWW.
Gradirei trovare un ragazzo che dopo 7/8 mesi di astinenza trovandosi davanti una ragazza molto carina che gli si butta addosso garbatamente rifiuti il rapporto sessuale.
Senza nessun obbligo o costrizione data da una relazione. Non stanno ufficialmente insieme ma vi è una sorta di priorità. Devi decidere cosa è più importante. Se ferire la ragazza che ti piace vale lo sfogo di un impulso, seppur questo assolutamente lecito.
Così. Nulla. Cioè ufff.
Mia: oddio mi è uscito un post lamentoso. Che due coglioni. Dovreiprenderepiùcazzo.
Dino: lol non è lamentosissimo, è divertente.
Mia: Abbuò se lo dici tu.
Dino: Sono abituato a ben di peggio. Se riesco a leggere ***** posso leggere tutto.
A voi sta scoprire chi è *****.
Per esempio trovo lecito, per la mia morale, ammettere di provare una sana invidia per il quasi-ragazzo della propria amica.
Non che io voglia il suo quasi-ragazzo e non che in qualche modo pensi che lei non meriti quel ragazzo. Semplicemente trovo che tutto questo sia così AWWWWWWWWW.
Gradirei trovare un ragazzo che dopo 7/8 mesi di astinenza trovandosi davanti una ragazza molto carina che gli si butta addosso garbatamente rifiuti il rapporto sessuale.
Senza nessun obbligo o costrizione data da una relazione. Non stanno ufficialmente insieme ma vi è una sorta di priorità. Devi decidere cosa è più importante. Se ferire la ragazza che ti piace vale lo sfogo di un impulso, seppur questo assolutamente lecito.
Così. Nulla. Cioè ufff.
Mia: oddio mi è uscito un post lamentoso. Che due coglioni. Dovreiprenderepiùcazzo.
Dino: lol non è lamentosissimo, è divertente.
Mia: Abbuò se lo dici tu.
Dino: Sono abituato a ben di peggio. Se riesco a leggere ***** posso leggere tutto.
A voi sta scoprire chi è *****.
Baci ma anche no
Mia Samsa
venerdì 26 agosto 2011
Accusatio manifesta
Tempo fa scrivevo un post in cui spiegavo i motivi per cui spesso leggendo ciò che scrivo si percepisce un forte disagio. Non ho intenzione di pubblicarlo se non questa parte:
Quando nomino una persona specifica ho sempre l'angoscia che quello mi prenda per una segaiola paranoica che pensa sempre alla stessa cosa. Tipo "Non sento più un cazzo da quanto mi fischiano le orecchie, mollami, vai avanti, scurdámmoce 'o ppassato, simmo 'e Napule paisá!"
Ecco. Io lo prendo come pretesto. Perchè è uomo che ti riempe di interrogativi importanti. Come "Quante ragazze ti chiedono di far loro compagnia mentre fanno pipì tanto da non ricordarti se quella sono io o un'altra?".
Scherzi a parte. Spesso mi dispiace continuare a fare riferimento ad una data persona ma è inevitaibile per quello che è successo. Con due frasi ha ferito il mio bacato orgoglio come mai nessuno era riuscito a fare. Questo mi ha creato un sacco di interrogativi.
Nonostante ora non debba più sentirmi minacciata dall'interrogatorio post-post continua a sentirmi a disagio perchè temo risulti pesante e fastidioso sentirsi costantemente preso in causa quando parlo di argomenti non esattamente felici (e si consideri anche il mio essere molto melodrammatica nel descrivere i sentimenti).
Tutto qui. E se pensate che suoni un po' come un "excusatio non petita..." beh... forse lo è.
Quando nomino una persona specifica ho sempre l'angoscia che quello mi prenda per una segaiola paranoica che pensa sempre alla stessa cosa. Tipo "Non sento più un cazzo da quanto mi fischiano le orecchie, mollami, vai avanti, scurdámmoce 'o ppassato, simmo 'e Napule paisá!"
Ecco. Io lo prendo come pretesto. Perchè è uomo che ti riempe di interrogativi importanti. Come "Quante ragazze ti chiedono di far loro compagnia mentre fanno pipì tanto da non ricordarti se quella sono io o un'altra?".
Scherzi a parte. Spesso mi dispiace continuare a fare riferimento ad una data persona ma è inevitaibile per quello che è successo. Con due frasi ha ferito il mio bacato orgoglio come mai nessuno era riuscito a fare. Questo mi ha creato un sacco di interrogativi.
Nonostante ora non debba più sentirmi minacciata dall'interrogatorio post-post continua a sentirmi a disagio perchè temo risulti pesante e fastidioso sentirsi costantemente preso in causa quando parlo di argomenti non esattamente felici (e si consideri anche il mio essere molto melodrammatica nel descrivere i sentimenti).
Tutto qui. E se pensate che suoni un po' come un "excusatio non petita..." beh... forse lo è.
Baci ma anche no
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