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domenica 12 agosto 2012

Köszi palinka.

A me piacciono gli asiatici. Quando ne vedo uno mi perdo, se ha poi una maglietta con scollo a V è la fine. L'altra sera ballicchiavo sbronzerrima in un locale di Budapest quando un ragazzo passando mi urta.
"Sorry"
"Sorry"
Via di limoneeeeeeeee.
(la facilità con cui sto rimorchiando da un mese a questa parte mi sta spaventando.)
Più volte avevo provato nella mia impresa di unirmi carnalmente con un asiatico ma era sempre finita a colpi di lingua e casa non disponibile con conseguente fap-ppamento solitario di entrambi.
Invece l'altra sera si combina.
Ora mi sento di accertare due luoghi comuni sugli asiatici. Uno è la loro glabrezza. Me felice. Il secondo è quello di doversi munire di pinzetta e microscopio per intentare l'unione. Per essere specifici questo era della lunghezza del mio dito medio. Ed io sono nota per avere le mani piccole.
Il fatto che abiti in Norvegia è l'unico motivo per cui non ho ancora buttato nel pattume il suo numero di telefono.
Devo smetterla di bere palinka.

Baci ma anche no
Mia Samsa

domenica 18 dicembre 2011

Pochi e pure pessimi.

A volte sento mie coetanee dire "Sono fidanzata da *numero che varia da 1 a 5* anni" e mi chiedo:
Che cosa ho sbagliato io nella mia vita dove la frequentazione monogama più lunga è stata di un mese?
La Mary ha sempre la scusa pronta del "Conosciamo pochi ragazzi" che è buona come scusa ma non regge.
La mia compagna di liceo è stata 5 anni con un ragazzo ipergeloso, comincia a lavorare e conosce un tizio, lascia il ragazzo ipergeloso e ora sta da un anno con questo. DUE SU DUE. Questo si chiama culo sfacciato, altrochè.
L'altra sera Mary ripete la cosa e così io ho pensato bene di farle la lista degli ultimi 10 ragazi etero e single conosciuti ed è venuto fuori:

  1. Ragazzo con gusti affini ai mie ma che si è rivelato un maniaco.
  2. Un pallone gonfiato.
  3. Tizio carino ma egocentrico. Sostiene di essere etero ma non ci crede nessuno.
  4. Salernitano Jam Jàà che passa le giornate a sbomballarsi il cervello.
  5. Pugliese capra che passa le giornate a sbomballarsi il cervello.
  6. Aspirante yo-yo bella brò che passa il tempo a sbomballarsi il cervello.
  7. Uno sfigato scassapalle che si lamenta in continuazione. Peloso.
  8. Un biondino bello e carino che come secondo nome ha "Poligamia".
  9. Giovane simpatico e affabile che esordisce con "Oh, sono stato in coma etilico"
  10. Un 30enne attempato che non capisce che non ho intenzione di frequentarlo perchè noioso.



Quindi oggettivamente sono io una brutta persona o conosco solo deficienti?

Baci ma anche no

Mia Samsa

mercoledì 3 agosto 2011

Gianmarco.

Io ho una chitarra. Si chiama Gianmarco. Che è un po' un nome di merda per una chitarra.
Un giorno conosco un ragazzo:
"Piacere Gianmarco"
"Piacere Mia"
"Ah! La mia chiarra si chiama Mia."
"La tua chitarra ha un nome?"
"Tutto ciò che ho ha un nome"
Diventammo amici e così mi sembrò carino dare il nome del ragazzo alla mia chitarra. Però Gianmarco è un nome davvero orribile per una chitarra.
Ho smesso di suonarla quando mi sono tagliata l'anulare sinistro. 5 punti e una cicatrice lunga tutta la prima falange. Facevo schifo a suonare quindi nessuna perdita per il mondo della musica.
Ormai fa da prendipolvere, tranne un breve periodo in gennaio dove è addirittura venuta con me in trasferta a Località Segreta.
Stasera era là che mi guardava e così ho deciso che l'obbiettivo di quest'estate sarà imparare a suonarla. E poi vado in spiaggia a suonare per gli altri che limonano. Che tanto anche senza chitarra non limonerei.
Le ho dato una bella ripulita dalla polvere, dalle ditate e dall'idea che l'ultima persona che l'ha suonata non portava i pantaloni. Poi ho preso in mano il mio fichissimo plettro giallo fluo e...  vabbè in realtà ho solo accordato il la. Però cioècioè rispetto al solito è tantissimo. Ecco.

Lei è Gianmarco. La foto è stata fatta solo per bullarmi di possedere una chitarra.


Baci ma anche no
Mia Samsa

lunedì 25 luglio 2011

L'unico uomo che mi farei.

Ieri sera sono andata al Borgo. Per chi non lo sapesse la domenica fanno la serata gay.

Tralasciando una piccola debolezza, leggasi "Fanculo, voglio andare al cinese", partiamo io e Dino tutti bellini e contenti con lo stereo a palla che suona un live dei Green Day.

"Duuuuu iu ev e taaaaaim tu lisssen tu miiii uaaaain! Perchè questa musica mi ricorda una trombata?"
"Vedi ad ascoltare musica mentre trombi?"
E via. BasketCase ha perso la sua innocenza. Sempre che ne abbia mai avuta una.

Arriviamo e ci troviamo con gli altri, fra cui il mio adorato FVDA che indossava delle scarpe da barca. Che poi sono dei mocassini con la suola più alta ma che fanno schifo uguale.

Fra le nuvole di zanzare che hanno fatto l'aperitivo con noi abbiamo cominciato a danzare e far foto dove si evince chiaramente che prima di essere Mia ero Carmelo.

Ora lancio un appello: ragazza che mentre dimenavi il culo sul tavolo sei caduta con la patata all'aria e hai tirato una capocciata contro il muro... sei viva o sei in qualche bettola di ospedale con un trauma cranico? Ti giuro, siamo davvero preoccupati per te. Se poi anche il figo che ballava con lei vuole farci avere sue notizie noi siamo qui ad aspettarlo a gambe braccia aperte.

"Oh, io non ho mai incontrato nessuno che conosco qua!"
Un'ora dopo, mentre sculetto allegramente, qualcuno mi afferra da dietro
"Heeey! Ma sei Mia?"
"Sì..... oooooommiiiiooodddioooooo Teddy!  Che ci fai qui?!?!?!?!?!!?!?!!?!?!?"
Mi sbaciucchia a destra e sinistra.
"Oh! Maddai! Sei passato al lato oscuro?" Alza le spalle e mi da altri bacini.
Allora. Il fatto che tu abbia scoperto di essere gay non ti autorizza a toccarmi eccessivamente.
Dopo due chiacchiere ci salutiamo. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Teddy era un ragazzo che stava in classe con me. Ci si stava simpatici perchè avevamo gli stessi gusti musicali.
Ero innamorata delle sue braccia, aveva le mani e le braccia più belle che abbia mai visto. Oltre ad una generale cotta per tutto il resto.
Famosa fu la sua frase "Marilyn Manson è l'unico uomo che mi farei"
UNICO?!?! Sei sicuro?


Baci ma anche no
Mia Samsa

martedì 28 giugno 2011

Stati ipnopompici 2

Sono anni che faccio questo incubo. Magari cambia la destinazione o chi parte con me ma tutto si svolge sempre nello stesso modo.

Devo andare in un posto, prendo il treno insieme a qualcuno, in questo caso Dino. Il treno è uno di quelli che fa tratte internazionali, non so da cosa lo capisco ma lo so.
Salgo sul treno ma ad un certo punto la persona che sta con me si allontana. Ad un certo punto capisco che sta per succedermi qualcosa di brutto. Sento una forte sensazione di disagio e capto alcuni segni dell'imminente sventura. Questa volta mi si stacca un cerotto e l'mp3 che sto ascoltando suona una canzone dedicata dal cantanta ad un amico morto.
Non aspetto chi è con me. Mi butto fuori dal treno. Capito in questo sobborgo ed è notte. Incontro sempre una ragazza. Strana ed inquietante. La incolpo della sventura che mi stava per accadere ma lei mi dice che è merito suo se ho capito che stava per succedere. Io mi irrito ancora di più e cerco di risponderle ma lei se ne va ridendo entrando in qualche edificio.  Questa volta una chiesa.
Mi sveglio di soprassalto. Sono disperata e corro da Madre in cerca di conforto. Lei cerca di strangolarmi. Io ho paura. Padre interviene e si risolve tutto. Andiamo tutti insieme da qualche parte.

Sono anni che il sogno si ripete.Cambiano gli scenari o i protagonisti ma faccio sempre le stesse cose.
Di solito faccio incubi quando sono stressata ma questo arriva all'improvviso.
Stasera ci ripenso, intanto vado a lavoro. EvvivaTopoGigio.


Baci ma anche no
Mia Samsa

lunedì 6 giugno 2011

Dream On.


Quando avevo 8 anni decisi che da grande sarei diventata una scrittice. La mia maestra mi spingeva tantissimo in questa cosa perchè a detta sua non aveva mai visto una bambina tanto portata come me.
Quando arrivai alle medie la mia professoressa di lettere non sembrava pensarla uguale. Così smisi di scrivere. Abbandonando definitivamente il mio sogno da scrittrice.
Ad un certo punto mi resi conto di essere piuttosto brava in arte. Volevo diventare Art Director. Vinsi una borsa di studio grazie ad un progetto inviato all'università. Purtroppo non potevo permettermi comunque quella scuola così provai all'accademia. Mi rifiutarono in modo brusco, tornai a casa e cancellai tutti i programmi e tutti i lavori fatti fino ad allora. Per mesi non riuscii ad aprire photoshop e smisi gradualmente con la grafica, ora mi limito a fare cazzate come la roba che vedete su questo blog.

Ora non voglio fare nulla. Ho 20 anni e nessun sogno. Purtroppo i sogni sono fatti solo per i presuntuosi e gli ingenui. Io mi lascio influenzare troppo dal giudizio degli altri e pecco di eccessivo realismo.
Generalizzo il negativo e puntualizzo il positivo.



Domani comincio a studiare per il test di Design e l'idea che possa capirci qualcosa di matematica è un sogno bello e buono.


Baci ma anche no
Mia Samsa




venerdì 4 marzo 2011

Ho troppo sonno per inventare un titolo

Sto bevendo il caffè. Ho un sonno bestia. Ho freddo. Ho mal di collo perchè ieri mi sono lavata i capelli e non me li sono asciugati. Ieri poi. Tre ore fa dovrei dire. Sonno. E mentre scrivo sembra che sto guardando male lo schermo ma in realtà è che sono ancora rincoglionita dal sonno. In teoria dovrei farmi la doccia e preparare mezza borsa che la Mary passa a prendermi fra un'ora.  Ma, hey, io dico che è oooook (Cit. coltissima dell'orso della casa blu). Non avrei dovuto accendere il computer e nemmeno mettermi a scrivere ma ormai siamo qui.
Mi aspetta un rendez-vous con Biscotto, ecco Miuccia bella, stavolta andiamo e torniamo vittoriose.
Gli uccellini d  mattina sono irritanti. Cazzo hanno da canticchiare? Io ho già le bubbles girate e non sono neanche le otto.
Vi rendete conto che questa è la suoneria della mia sveglia????




L'inutilità di questo post è palese. Ma era per forzarmi a muovere il culo. Quindi Shake your booty booty a tutti.


Baci  ma anche no
Mia Samsa

lunedì 7 febbraio 2011

Bullet for my St. Valentine


Per S.Valentino, e questo so che farà soffrire i millemila pretendenti che sbracciano per invitarmi fuori a cena, avrei trovato da fare. Avrò dunque la scusa: "Tzè l'amore... io preferisco la cultura" e quindi vado ad un a conferenza sulla laicità con Dino.

Mia:"Oooh ma quindi passeremo il S. Valentino insieme? (L)"
Dino:"Chi ti dice che dopo la conferenza non vada a trovare ***?"
Mia:" ç___ç CRUDELTA'! Zitella io, zitello pure tu!"


Sulla questione S. Valentino c'è molta falsità in giro. I single dicono di odiarlo perchè smielato, troppo romantico, consumistico e inutile. La verità è che sei single lo odi perchè non hai qualcuno con cui festeggiarlo.
Ormai S. Valentino è sinonimo di cuori rossi e fottutissimi cioccolatini che escono da ogni orifizio ma ognuno è libero di passarlo come vuole e quindi anche quelle come me, che odiano le cose sdolcinate e finte romantiche, possono apprezzare questa festa.
Il S. Valentino per me non è una corsa al gesto finto-romantico più ecclatante, al regalo più costoso, al locale più fico dove cenare e al mazzo di rose più grande.
Se ci tenete a regalare alla vostra fidanzata un mazzo di rose grosso quanto il culo di Platinette, fate pure, contenta lei contenta io.
Ci sono quelle a cui piacciono queste cose, io le odio. Troverei davvero imbarazzante ricevere un gesto spropositato rispetto al sentimento.
Quelle cose fatte solo per fare gli splendidi mi urtano. Siamo tutti capaci di prenotare e pagare la cena in un posto fichissimo e costosissimo. Non c'è nulla in quel gesto che ti fa capire lo sforzo e l'impegno.
Chi se ne frega del ristorante superfico se a me piace ingozzarmi di roba unta e strafitta?
Ci sono quelle che invece misurano l'amore in base a quanto viene il conto, alla grandezza del diamante, al costo del regalo. E se il regalo non è quello voluto lui è un pezzente. Come se 200€ di borsa firmata garantisse l'amore.
Ad una cena costosissima preferirei una cena cucinata da chi mi ama (se quella che vi ama sono io cominciate a digitare il numero dei vigili del fuoco). Ad un diamantazzo grosso come una patata preferire un anellino personalizzato. Qualcosa che mi faccia capire che non è la prima cosa trovata. Per i megaregalispandoni esistono altre feste.

Ecco, ora che ho detto le belle parole posso dirlo: Minchia che odio S. Valentino. Possano morire tutte le coppiette sbaciucchiose e grondanti ammmore u_u Dite che è solo invidia? Da bon se lo è! Gnègnè sono invidiosa perchè pure io volevo il pischello con cui passare il 14. Vaffanculo. Ecco, e prego la tivì di smetterla di passare quella fottuta pubblicità dei Baci Perugina che ogni volta che la vedo mi butta fuori una bestemmia da tirar giù tutti i santi.


 
Baci ma anche no
Mia Samsa
 

lunedì 22 novembre 2010

Ho un'omonima della CalaBBria u.u

Oggi sono andata all'agenzia delle entrate per rifare il codice fiscale. Lasciamo perdere che ho dovuto fare due ore di coda e stare a sentire una delle impiegate raccontare della  la sua uscita a teatro e di come avesse comprato il biglietto on-line a soli 19.90 mentre io ero lì a mettere radici.

Sta di fatto che arrivo allo sportello e la SignoraSimpatica (strano  ma vero) inserendo il mio nome mi chiede dove abito e aggiunge:


"Toh c'è un'altra che si chiama come te"


Ho sbirciato sul computer e ho notato che abita in CalaBBria u.u A qualcosa calabro.

Direte che c'è di strano, no? Solo che la combinazione del mio nome più il cognome è piuttosto inusuale. Oltre ai miei parenti non ho mai incontrato nessuno che avesse il mio stesso cognome e, figuratevi, neppure solo lo stesso nome.

In realtà c'è qualcosa di ancora più strano: i miei genitori non sono gli unici sciagurati che hanno chiamato la loro figlia con questo nome orrendo... mi sta sorgendo il dubbio che possa essere una cosa di famiglia.
Il mio nome è inutile, quello anagrafico intendo, nemmeno i miei genitori mi hanno mai chiamato così. Neanche mia nonna e neanche mia nonna, che ha lo stesso nome, viene chiamata così. Serve solo a farmi sprecare fiato.


"Ah ma allora perchè ti hanno chiamato così?" "Perchè ho dei genitori scemi"


Per farvi capire meglio la questione vi faccio l'esempio della mia parrucchiera, lei si chiamerebbe Saveria ma si fa chiamare Sara. In tutti gli atti ufficiali compare Saveria ma nessuno l'ha mai chiamata così.

Io ci tengo che la gente non mi chiami così. A scuola avevo una prof che si ostinava a chiamarmi con il nome intero e ogni volta io gridavo "Le ho detto di chiamarmi ***". Solo che lei non capiva e così smisi di risponderle quando mi chiamava con il nome intero. Cominciò a chiamarmi per cognome -.-
Ad un paio li costrinsi a barrare sul loro registro il mio  nome intero facendogli scrivere il "soprannome". No, mi sta sul cazzo sta cosa è come se tu ti chiamassi Marco e la gente si ostinasse a chiamarti Gesualdo.

Prima o poi lo cambierò In realtà avevo pensato di tenerlo come secondo nome, solo che sono troppo simili e suonerebbero male, tipo  Nicola Nicolò Uncognomeacazzo.

Ora comincierò la ricerca della signora della CalaBBria u.u


Baci ma anche no
Mia



lunedì 8 novembre 2010

Telefilm-trauma di una Telefilm-addicted [Parte Prima]


Oggi ho voglia di parlarvi di telefilm. Il Lunedì è il Telefilm-Day. Esce Dexter. E pure Walking Dead. Sopratutto Dexter. Per me è una droga e per esempio ora scrivo per non pensare che ancora non riesco a vedere la 7. Dannazione.



La passione per i telefilm è nata che ancora tagliavo i capelli di Barbie convinta che ricrescessero. La prima serie che ricordo di aver seguito è stata Dawson's Creek, mica pizza e fichi. La mandavano in onda la sera, io avevo 10 anni e Madre mica mi faceva stare sveglia fino alla fine. Così il giorno dopo chiedevo notizie alla vicina, fu lei che mi disse che Jack era gay. Io all'epoca non capivo perchè fosse così sconvolta, la vicina intendo, poi la tempesta ormonale colpì anche me e mi fu tutto chiaro.
 Prima di scoprirsi omosessuale anche Jack si ripassa Joey [e chi non l'ha fatto]


X-files mi ha segnato. Non l'ho mai visto davvero ma un giorno girando canale ne vidi una scena. Un tizio senza gambe stava su uno skate con sguardo astioso. Porcazzozza non me lo spiego neanche io ma ho passato varie notti insonni per il tizio astioso senza gambe, cassando così X-files dai telefilm da vedere. 
Una scena di puro terrore. L'agente Scully legge.

Poi arrivò O.C. Se siete una ragazza potete capire a cosa mi riferisco. Questo telefilm ha TUTTI i requisiti per farsi odiare.  Il teppista alla tremetrisoprastaciolla che invece è un tenerone, il nerd che conquiesta la gnoccona che ama dall'infanzia, l'anoressica tormentata la cui  madre si fa il suo fidanzato. E poi cosa fondamentale, hanno tutti la piscina. E vabbè poi sono ricchi da far schifo ma è la prassi ormai. Gli adolescenti mortidifame mica sono interessanti. Sapevi che tutto ciò che raccontavano era finto. Fintissimo. Che se uno va in banca rotta non può vivere su un barcone superlusso. Che se uno è un teppistello non viene raccattato dalla strada da un avvocato casualmente super-ricco. Tutto finto ma lo guardi. Non sai perchè, sai solo che DEVI guardarlo. 
Lo seguii finché non scoprii che il padre di Ryan era Hercules.

Foto di repertorio di Ryan e suo padre Hercules.

Quando avevo circa 14 anni mi appassionai a C.S.I. e il venerdì sera in casa divenne peggio che stare a Guantanamo Bay. Alle 9 precise volavo di sopra e chiunque altro osasse vedere il televisore a volume troppo alto, parlare, bisbigliare, fare qualsiasi rumore molesto era punito con una somministrazione di circa 2 ore, una volta finita la puntata ovviamente, di mie grida "AVETE VISTO??? MI SONO PERSA IL RITROVAMENTO DI UN CAPELLO IN UNA FESSURA DEL PARQUET! ORA NON HO CAPITO NULLA! GRAZIE GRAZIE. BRAVI." Vabbè dopo un po' invece che CSI sembrava di stare in E.R. fra bambini con gravi turbe, mbriaconi, sordi e gente in fin di vita. Vaffanculo, smisi di vederlo.
Foto di bambino con gravi turbe sul set

Questa è la prima parte dei telefim-trauma di una telefilm-addicted. Ne seguo anche di belli (in questo momento per esempio Dexter, Walking Dead, Rubicon e No Ordinary Family) ma quelli fuffa sono più divertenti. A presto una seconda parte XD


Baci ma anche no
Mia