martedì 1 ottobre 2013

September Camera's Folder

Settembre è finito, ho un cellulare nuovo e comincio ad ammorbarvi su cosa c'è nella gallery del mio telefono questo mese!



Tanburelli del Magnolia per aprire il mese.

Sei al computer, ti giri e BAM mongolfiere pericolosamente vicine.
Troppa creatività nella mia personcina.

La mia risposta al ciclo. Tazza made in holland, ibuprofene e drama koreani (special guest: ormoni in fibrillazione per l'attore progagonista Lee Min Ho)


Io e il mio amico Will. (feat. Viscidi che mi gridano "Miao bella gattina". Che imbecilli! Non si vede che sono chiaramente una volpe?!)

Graziosa camicia da notte made in Korea (che se capisce che sono di nuovo in fissa con i drama asiatici?!)

Milano che si crede Canary Wharf.
Delirio e paura a Porta Nuova.

Non temendo la venutà di Giessù infrango un comandamento rubando bellamente le pannocchie. Disgustose fra l'altro.

Spremiagrumi troppo carino che fa ora da splendido prendi polvere.

Aperitivo scintillante in quel di Lodi.

Le mie piantine carnivore crescono. No, non potete toccarle.

L'altro altro altro altro altro altro [...] ieri è nata Selene. Manco è nata e mi sta già sul cazzo.



E anche settembre è passato, fra noie, scazzi e amiche in visita da lontano.


Mia





















giovedì 18 luglio 2013

Voglio essere grande come un elefante

Circa tre anni fa guardai The eternal sunshine of a spottless mind, ricordo che mi piacque ma nulla di più. Oggi l'ho rivisto e interiormente ho uno strano tumulto. Mi sento stralunata e sento che ha toccato qualcosa ma non riesco a capire cosa.
Mi chiedo se ci sarebbe qualcuno che vorrei cancellare dalla mia mente, se sia qualcosa di eticamente corretto, non solo nei miei confronti ma anche di chi viene dimenticato.
Forse no, non vorrei privarmi di nessun ricordo, ogni persona che ha incrociato la mia vita è stata importante nonostante il dolore che mi abbia arrecato. Incessantemente mi chiedo se vorrei cancellare G, l'incipit di tutto. La sua perdita mi ha catapultata dall'adolescenza all'età adulta, saltando qualche anno fondamentale. Perdere qualcun altro non sarebbe stato lo stesso, G mi ricorda quanto la vita possa sfumare in un secondo. Un giorno sei una felice 15enne che va ad una fiera di paese e pochi istanti dopo sei sdraiata sull'erba con il battito che scema. Posso sentire l'aria di maggio, l'odore di erba e fieno tipico della nostra campagna. Casualmente l'altro giorno sono passata per la prima volta per quella strada. Ogni metro era uno strazio, ho solo vaghe informazioni su dove sia avvenuto, ad ogni curva mi chiedevo "Sarà stato qui?".
No, io non cancellerei G, per nulla al mondo. Se qualcuno volesse cancellare qualcun altro, perchè no? In Amelie dicevo che la felicità non si deve ottenere nascondendo la verità ma in questo caso la persona sceglie consapevolmente di eliminare un pezzo di stessa, del proprio essere. Non credo però che il punto debba essere cancellare il dolore ma la persona che si è diventati. Spesso ci accadono cose che ci cambiano, cominciamo ad odiarci e incolpiamo quella persona o quell'evento per averlo fatto. Credo che se la possibilità fosse concreta, quella di cancellare qualcuno, molti ne usufruirebbero. Noi umani siamo pigri e allo stesso tempo troppo impegnati. Non ci interessa più la strada ma l'arrivo. Non vogliamo conoscere la soddisfazione di risollevarsi, l'importante è essere in piedi.
Mi turba che questo film mi abbia colpito, da quel che so sono i caduti in amore che amano questo film. Io non odio nessuno delle mie passate infatuazioni e se in passato l'ho fatto era per la ragione sbagliata. Ho odiato me stessa e ciò che ero diventata e come è comunque in questi casi si riversa la propria rabbia su qualcosa. Io su Qqualcuno. L'ho capito anni dopo, l'ho capito forse quando l'ho rivisto. Se avessi cancellato quella persona dalla mia vita non sarei partita. Non avrei superato quel male di vivere che mi stava facendo affogare. Ero depressa in quel periodo e lui aveva solo peggiorato le cose. Consideravo la mia vita finita, non volevo vivere nè morire. Un oblio costante. Oggi voglio vivere e alla morte non ci penso. Vorrei quasi ringraziarlo per avermi dato l'inconsapevole spinta.
Non basta ricorrere alla fantascienza, le persone tendono a cancellare, non superano gli eventi negativi, li cancellano. Io cerco di prendere sempre il lato positivo e se non ci riesco penso che un giorno capirò perchè mi è stata utile quella cosa. Forse ora non ho ancora gli strumenti adatatti a farlo ma fra qualche anno sì. Credo sia accaduto lo stesso con questo film, 3 anni fa non avevo gli strumenti per capirlo. Avevo le capacità per capire di aver davanti un bel film ma non capivo perchè lo fosse realmente.
Quest'utlimo mese è stato difficilissimo, la mia faccia si è ripetutamente sfracellata contro la realtà. Chi è rimasto è andato avanti, c'è chi si è laureato, chi si è trovato un nuovo fidanzato o chi ha preso casa. Tutte cose tangibili ma io di questi ultimi tempi ho solo un sacco di ricordi. Spesso è difficile combattere contro il frequente pensiero che in realtà non ho combinato nulla. Risulta difficile anche adeguarsi ai cambiamenti di personalità delle altre persone, digerirli poco per volta è un conto, tutti insieme si rischia l'indigestione. Ricadere nella depressione pre-viaggio è un timore fortissimo e queste paranoie di certo non aiutano.
Forse ho capito come questo film si è andato a ricollegare alla mia vita e ai miei pensieri e probabilmente una protagonista con i capelli di colori pazzi ha aiutato molto ad immedesimarmi..



mercoledì 3 luglio 2013

Proud like a god

Ti ho raccontato di me. Con in mano una birra e nell'altra una sigaretta.
Ti ho raccontato di me, seduti su una panchina in una piazzetta della periferia di Barcellona.
Con la voce tremante, con frasi sconnesse e sguardi incerti.
L'avevo capito che anche tu eri uno di noi, un ragazzo legato ad un filo rosso.
Più che la mia storia ti ho raccontato le mie paure e le vergogne e tu hai risposto con l'unica frase possibile: Guardati ora!
Mi hai insegnato che la mia vita sono io e che prima o poi la persona giusta con cui spogliarti arriva.
Mi ha dato un posto dove dormire e un cuore da stringere.
E mille grazie non servono a nulla se non a rinnovarti la promessa di riuscire prima o poi a sentirmi una persona fantastica e non risponderti solo con un'alzata di spalle e una smorfia.

 
26 Giugno, Parc Guell, Barcellona


Baci ma anche no
Mia Samsa

giovedì 20 giugno 2013

Where is the love?

Lui e lei si conoscono in un freddo paese del nord Europa. Lui viene dal sud lei dall'altro capo del mondo.  Sono lì per motivi diversi, si conoscono assolutamente per caso, una sera a cena a casa di lui grazie ad un'amica in comune.
Sono entrambi dei viaggiatori, coscienti e già scottati dalla dura vita sentimentale di chi decide di fare del mondo la propria casa.
Lei, messicana, dopo il sogno americano e quello europeo punta all'Australia.
Lui, italiano, una vita fra Africa, Asia e medio-oriente cerca di realizzare il sogno della propria vita: il sud america.
Non c'è verso che funzioni. Così lei parte per un mese di vacanza in giro per l'europa cercando di capire e approfittandone per allontanarsi da quella situazione. 
Niente da fare, sono già innamorati. Lui torna a casa  ma poco dopo è da lei con la scusa di un lavoro trovato nella vicina Germania e poi un viaggio da soli in Polonia, il Natale insieme alla famiglia di lui, skydiving tenendosi per mano e il saluto al nuovo anno con l'amica che li fece conoscere.
A gennaio le torna a casa e lui con lei. Decide di cominciare il suo sogno sud americano proprio dal Messico.
Lei già sapeva che lui non sarebbe restato per sempre da lei ed è ben consapevole che quel viaggio di lui non sarebbe durato poco.
Lui parte, da Puebla si sposta a San Josè del cabo ma non è solo. Lei ha deciso di seguirlo perchè forse si è ricordata ciò che le disse quell'amica che li presentò: L'Australia non scomparirà nel giro di qualche anno.

Ed è per questo che ancora credo nell'amore.
Un giorno lo so, vedrò una foto di loro due insieme sulla Golden Coast.

Baci ma anche no 
Mia Samsa

mercoledì 19 giugno 2013

Scatoloni di patriottismo di una cittadina europea.

Questo è ciò che rimane, a parte i ricordi nella propria mente, del mio anno e mezzo via.
Una maschera del capodanno cinese, un cappellino-fermaglio usato per il Queen's day ad Amsterdam, delle disgustose sigarette ungheresi mai finite, un disegno del Big Ben, svariate mappe di città d'europa, un biglietto della metro parigina e un'altro della salita al duomo di Firenze, un palloncino sgonfio che mi ha regalato Pris quando è venuta a prendermi a Schiphol, i cartelli "free hugs" di Amsterdam e Londra, fiorini e sterline avanzate, un cerchietto per St. Paddy's day, disegni dei bimbi di cui mi sono presa cura, foto con gli amici, lettere piene di "ci rivedremo" e, perché vivo in una famiglia invadete, ho assicurato al buio di una scatola un vibratore arancione dotato di comodo laccio per appenderlo al collo con scritto "Ik Willem" per un autoerotismo patriottico.*

Baci ma anche no
Mia Samsa

giovedì 6 giugno 2013

72 cose prima dei 27 anni - Pillow Fight!

Avevo iniziato altrove questo progetto e lo riprendo qui. 72 cose da fare prima dei 27 anni. Un misto di cose serie, impegnative, stupide o quasi non realizzabili. QUI la lista completa.

51: Partecipare ad una pillow fight: FATTO!

Sabato 23 Febbraio. Green Park, Londra.

Purtroppo, causa pioggia macchevvelodicoafare, non c'era molta gente però è stato divertente e liberatorio, mi piacerebbe partecipare ad una battaglia molto più grande!
Intenta a sferrare il colpo!
Abbiamo anche invitato i passanti sia adulti che i bambini. Menate duro con i bambini, ad una ragazza un bimbo ha quasi rotto il naso. Dannati mostri mocciolosi.
     
Sono quella con il maglioncino a righe intenta a ridere

Baci ma anche no
Mia Samsa
Se vi va date un'occhiata al profilo di AB photography che si è offerto di fotografarci all'evento!

mercoledì 5 giugno 2013

Uan lov!

La dignità bisogna tirarla fuori solo se veramente necessario. Io la mia dovrei prima ritrovarla e poi sia mai farla scendere in campo rassegnandomi al fatto che sia mezza malconcia e fuori allenamento.
Sapete quale è stato il mio primo concerto?
I Blue. Esatto. Ahaaaa cant brit isi. Ahaa chi mi dice.
Avanti ditelo! Siate sinceri. Lo so tanto cosa state pensando.
E lo sapete io cosa vi rispondo?
Sabato vado ad un loro concerto.

Easy boy, dignità, non è ancora tempo di combattere.

Baci ma anche no