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mercoledì 1 febbraio 2012

On bed of nails she makes me wait

Lasciare qualcuno non è semplice. Comporta delle responsabilità e pure del coraggio. Se lo fai non puoi avere debolezze. Non si può indugiare quando ferisci una persona. È come la differenza fra strappare un cerotto lentamente o in un colpo solo.
A volte c'è chi decide di strappare ma lascia un brandello del cerotto. C'è chi strappa via tutto e poi cerca di riattacarlo come era prima, ma la colla spesso non è più forte come prima. C'è chi da un primo strappo e poi lentamente va avanti e ogni tanto riappiccica qualche pezzetto in una sorta di tela di Penolope infinita fatta di disfacimenti e rifacimenti in attesa di convincersi del da farsi.
È quasi impossibile lasciare senza ferire e quando lo fai devi essere certo di non voler tornare indietro. Se lo fai non dovresti permetterti di tornare sui tuoi passi. Che non vuol dire tornare insieme ma anche semplicemente facendo sapere per vie traverse o diretta che il pensierò c'è. Che ti manca o che ti sei reso conto che ti piace ancora.
Chi, con leggerezza, continua a sfregare sale sulle ferite non merita che pensieri negativi. Non c'è da comprenderli o da capirli, nonostante io li capisca e li comprenda per davvero. Giocare incoscientemente con qualcosa che sai sarà pericoloso fingendo di ignorare il rischio è infantile. Come i bambini che giocano sui muretti, sanno benissimo che si possono far male ma fanno finta di nulla. Come chi beve e guida. Chi tira lo schiaffo e poi si sorprende di non ricevere una carezza in cambio.

"Perdonami".
Stocazzo.

Baci ma anche no

sabato 5 novembre 2011

Mother Mary comes to me, speaking words of wisdom.


-"Ho seriamente pensato di essermi innamorato di te... e tu sei innamorata di me?"
-"Sìcertoopooperòblablablablaioblablabla"



 






Secondo me era più credibile "Nel dubbio ti amo" che poi fa anche ridere.



Baci ma anche no
Mia Samsa

sabato 27 novembre 2010

Le donne amebe

Di solito dico che gli uomini sono amebe. Oggi cambio disco. Molte donne sono amebe.
Con gli anni ho cambiato idea e il femminismo l'ho abbandonato ma insomma nel 2010 dovremmo essere un po' più emancipate, no?
Invece è ancora forte questo pensiero che è l'uomo a dover far tutto. Tutto tutto! Cioè lui si avvicina a te, ti da attenzioni, ti ficca la lingua in gola e poi, si tira indietro, perchè tu sei un'ameba. Litigate, non vi parlate per un mese. Poi tu per sbaglio gli rivolgi la parola e lui allora ritorna all'attacco, più agguerrito di prima. Si fa sentire ogni giorno, ti chiama, sta lì tre ore al telefono, ti invita a casa sua, ti fa i grattini e quando vai via ti stampa pure un bacio.  
"Eh ma io non capisco cosa vuole! Dovrebbe essere più chiaro"
"Beh ma se per lui va bene così... chiedigli tu cosa vuole."
"Io?? Deve farlo lui, scusa, ha fatto tutto lui."
Appunto, no? Visto che ha fatto tutto lui potresti prendere minimamente in considerazione l'idea di muovere il culo.
Poi si lamentano, queste, se a lui parte la brocca e manda tutto in vacca.
Amebe, siete delle amebe.
Il problema è vostro mica suo. "Sì ma sembra che sia una cosa fatta molto così a caso." E pure se fosse? Fa tutto lui, bene, lui vuole fare tutto a caso, ok?
Dopo mesi di flirtaggio vi ficca la lingua in gola e voi "Sì ma lui non mi ha detto che gli piaccio" "Sì, ma neanche tu" "Vabbè ma io sono timida"
E lui non può esserlo? No, lui non può essere timido. Deve fare tutto lui. Deve dirvi "Mi piaci", slinguarvi, slacciarvi la camicetta e dopo il, sempre suo, "Ti amo" tirarvi giù le mutande.

Puttana, troia, poco di buono, cessa, cagacazzo, balena, anoressica del cazzo.

Sì, gli uomini hanno l'abitudine di affibiarci questi aggettivi. E voi che fate? Li incassate vergognandovene. Perchè per te essere chiamate balena o troia è un  insulto. Siete quello che siete, siete quello che fate. Se vi va di fare una cosa fatela. Se poi vi chiameranno troia poco importa. Forse un giorno se impariamo a fregarcene e a fare di testa nostra la smetteranno. Solo che finchè siete amebe il mondo andrà così anche fra 20 anni quando la mia pupetta tornerà a casa piangendo perchè "Mi hanno detto che sono troia" e il maschietto con il sorrisetto stampato invece ancora si vanterà di essere un puttaniere. Bello. Davvero, brave. Continuate così che andrete lontano.

Sono incazzata. Mary, *bestemmia*, hai rotto il cazzo tu e quel roito peloso. Datti da fare e non rompere le palle. Con affetto.


Baci ma anche no
Mia

sabato 25 aprile 2009

cVST copia





Dopo due precedenti post abortiti causa tempo mancante approfitto delle vacanze di pasqua per scrivere il mio nuovo intervento. Oggi ho rinunciato alla Pasquetta... ho preferito crogiolarmi nel mio brodo casalingo reduce da due serate da dimenticare.
Avendo amici molto diversi fra loro capita di conoscere diversi soggetti... ma questa volta è stato un trauma. Dino, il gay scienziato pazzo, mi chiama venerdì e mi invita ad una cena con i suoi amici del PartitoDemocratico <- eufemismo per dire comunisti bimbiminkia. Faccio per rifiutare ma Dino pronuncia la parola magica: gnocco fritto. Vaffanculo ai comunisti al massimo mi do al cibo.  Alle 7 partiamo per la seconda casa di Rico lasciata dai genitori al figlio per i festini. Entro e già mi si accappona la pelle... mentre le donne cucinano e gli uomini scialacquano il vino di sottofondo Guccini inneggia alla rivoluzione proletaria. Terrorizzata comincio a presentarmi mentre Rico mi indica dove sono i bagni e mi offre del vino, dei cracker, del vino, mi indica dov'è il bagno, del formaggio, insiste nel sbagliare il mio nome ben 3 volte e mi indica dov'è il bagno. Dopo mangiato ci mettiamo sul divano a vedere Constantine ma alla fine fra le coppiette che si limonano, io e Dino che diciamo cazzate e Bob che sbocca (l'evento più emozionante della serata) rinunciamo. Beviamo il the caldo e chiacchieriamo o meglio gli altri chiacchierano mentre io mi metto ad osservare Rico (che nel frattempo mi ha offerto i cracker e 20 coperte)... esteticamente è di quelli che non sai se sbattere al muro perché ti piace e o perché ti fa schifo. Nel complesso se riuscisse a pronunciare il mio nome giusto e smettesse di indicarmi il bagno sarebbe anche pisellabile soprattutto per il suo fondoschiena u.u
Dopo Constantine arriva Sandro il fidanzato di Dino. Lo saluto mugugnando, si stravacca sul divano e comincia a ruminare con i cracker, atto profondamente irritante... l'unica cosa che mi trattiene dal prenderlo a padellate sui denti è l'amicizia fra me è Dino. Lasciamo Rico e la sua nuova fidanzata Lia con Sandro e torniamo a casa. Rico a parte la serata è stata al quanto scialba se non irritante... provate a mangiare degli spaghetti crudi con sotto Guccini e poi mi dite.
 Il giorno dopo si festeggia il compleanno della ninfomane, Barbara. Alle 7 mi passa a prendere Mary, l'ingenua facoltosa, e andiamo a prendere Marta, la figona con gambe kilometriche. Precisi alle 8 siamo in piazzetta al ritrovo ma solo all'alba delle nove e mezza partiamo per casa di Barbara. Ora... se lo scenario della sera mi aveva traumatizzata questo mi ha dato la botta finale. Una nuova specie a me ancora sconosciuta mi si presenta davanti agli occhi: i Tabbozzi. Ho condotto vari studi sulle tipologie giovanili, so dirvi tutto sui truzzi, gli emo, i metallari, i fighetti, i catto-scout ma i Tabbozzi ancora non avevo avuto l'onore di conoscerli. Partiamo dal principio: i Tabbozzi sono una "evoluzione" dei classici Tamarri ma con qualcosa in più. Sono 300 volte più coatti, ascoltano musica electro, fumano hashish e bevono litrozzi di alcol, in particolare birra e fanno di tutto per assomigliare ai protagonisti di Uomini e Donne. Le ragazze sono praticamente una la fotocopia dell'alta. Capelli stra-lisci, frangettina e piercing al labbro (non è importante dove basta che c'è). Iper truccate alla meno peggio con eye-liner nero, unghie lunghe curatissime, pantaloni o mini aderentissime e taccazzo 12. Gli uomini invece non hanno una divisa ma un’unica caratteristica: il cervello di una scimmia urlatrice e attenzione, la scimmia è urlatrice per un motivo. Questi esseri infatti non hanno la facoltà di misurare il loro tono di voce e di conseguenza urlano in qualsiasi circostanza, anche la meno opportuna, non crucciandosi se quello che dicono è una boiata astronomica.
A casa di Barbara il Tabbozzo anziano si barcamena in un comizio politico insultando gli extra comunitari facendo chiedere pietà alla sua giugulare rigonfia. Lo ascoltavo con mezzo orecchio quando ad un certo punto sento "Che cazzo hanno fatto i socialisti? Chiedetelo al vostro amico Gorbaciov". Mary sbarra gli occhi si volta verso di me e dice "Eccola che parte". Con tutta calma la guardo e le dico che non mi abbasso a parlare di politica con le scimmie urlatrici. Si sono tendenzialmente socialista u.u capita anche nelle migliori famiglie si sa.) Nel frattempo accanto a me uno strano individuo con il piercing al labbro cerca in tutti i modi di attirare la mia attenzione. Lo guardo e penso, anzi spero, che non dica stronzate visto che non è un cesso e visto che ci stava provando ma poi all'improvviso eccolo che fa una battuta su una presunta aerofagia che mi avrebbe colpito mangiando la panna cotta. Evito dunque di parlare, qualsiasi modo di interagire o instaurare un dialogo anche involontario con lui per tutta la sera. Intanto ci spostiamo di nuovo alla piazzetta e qui il Tabbozzo anziano ci prova con Marta seppur a conoscenza del fatto che è felicemente fidanzata con tale Tano. Ci prova in modo spudorato e assolutamente privo di ogni educazione tanto che ad un certo punto comincio a vergognarmi per lui. Fa il figo, la invita al suo barbecue di pasquetta, si intrattiene con l'individuo che parla di aerofagia disquisendo su come conquistare una donna "Vedi, se sei uomo, con una donna devi provarci... sennò non ci starà mai." si fomenta pure l'individuo con il piercing né... Soffoco le risate mi mordo la lingua evitando di dirgli " Quello che distingue però un uomo da un morto di figa è la capacità di prendere al volo il 2 di picche e tu a quale categoria appartieni?" Appena scocca la mezzanotte facciamo gli auguri a Barbara che invece di salutarmi mi piazza in faccia una canna, sorrido educatamente declinando e torniamo alla nostra macchina. Mary commenta allegramente la serata (ma st'allegria da dove la prende?) dicendo " Cazzo Marta ovunque vai fai strage di cuori", io e la Marta ci guardiamo... meglio zitelle che con un Tabbozzo.