mercoledì 11 aprile 2012

Porque mi vida yo la prefiero vivir asi

Ma a voi risulta che ci sia ancora gente in spagna? No perchè a me sembra che siano tutti qui.
Qua non è possibile conoscere uno spagnolo. Minimo 5. Perchè loro si trovano a vicenda. Hanno, probabilmente, una sorta di radar trova compaesani.
Se sei in mezzo alla strada con uno spagnolo e stai parlando in inglese nel giro di cinque minuti ti ritrovi qualcuno alle spalle che ti chiede "Espana?". E viaaaa. Siamo tutti amici e fratelli diDdio.
A volte mi credo in Spagna. Attorno a me non sento una persona parlare inglese o un'altra lingua. Perchè se pure non sei spagnolo alla fine impari pure tu a parlarlo.
Ti verrà naturale dire "Vamos" e non "let's go". Gli spagnoli poi sono casinisti, dove ci sono loro c'è festa. Se in italia bere seduti in mezzo alla strada si chiama "barboneggiare come dei fottuti alcolisti" loro dicono che stanno facendo un "bottellion".
L'altra sera io e Consuelo, una spagnola che fa la au-pair nel mio stesso paese, ci siamo smezzate una bottiglia di vodka. L'abbiamo travasata nelle rispettive bottigliette da mezzolitro con un po' di Fanta e ci siamo seduto davanti ad un portono di fronte al locale dove stavano gli altri a ballare. Siamo entrate dentro solo un paio di volte per andare in bagno o per bere una birra e poi subito fuori a fumare e bere. Sarà anche perchè dentro il livello dello sbronzometro/troiaggine era a livelli massimi. Non potevi girarti un secondo che ti ritrovavi tutti a limonare fra loro o a ballare culo a culo. Io e Consuelo, togheter-alone, preferivamo unirici carnalmente alla vodka.
Dopo il locale, quando gli altri se ne erano andati a trombare in altri luoghi, ci siamo buttate su una panchina di Leidseplein, di fronte al coffeshop, a bere.
Essendo finita la fanta da mischiare con la vodka, dannata altra spagnola che se l'è bevuta, andiamo a dormire da un amico di Consuelo. Spagnolo. Un tocco di figo che spero Consuelo si sia bombato durante la notte.
Il mattino seguente
"Abbiamo bevuto poco, manco mezze bottiglia di vodka"
prendiamo dalla mia borsa la vodka per mostrargliela. C'è rimasto un dito alla fine.
"Questo si chiama alcolismo, lo sai?"
"Non l'abbiamo finita perchè non c'era più fanta"
"Alcolismo, sì"
Il mattino dopo andiamo ad un bbq in Vondelpark. Organizzato da una spagnola perchè 3 suoi amici spagnoli venivano a trovarla.
"Mi chiamo asdfghjhgf però nessuno sa pronunciare il mio nome quindi chiamami all'inglese James"
"No, spè ripetimi il nome"
"asdfgsfggdf"
"Ho capito, piacere James"

Ogni volta che mi presento
"I'm ***"
"oh como estas?"
"Bien but I'm italian"
"Oh you have a spanish name... do you know it?"
E così ho cominciato a presentarmi dicendo il mio nome e "I'm not spanish".

Quindi mi trovo in Olanda in una famiglia mezza sud americana con le bimbe che mi parlano spagnolo e gli amici di famiglia pure.
I vicini pensano che sono spagnola quindi mi salutano con "hola". Una delle ragazze con cui ho stretto di più amicizia è spagnola così spesso capita che lei si dimentichi che sono italiana e si rivolge a me nella sua lingua.
Alla fine ho deciso di approfittarne e imparare lo spagnolo che tanto l'olandese non credo mi servirà mai in vita mia a meno che non mi voglia trasferire qua. Cosa che credo sia improbabile. Non mi trasferirei mai in un posto dove devo pagare per pisciare, con tutta la birra che bevo poi.

martedì 20 marzo 2012

So you better sober up for just a second

Stamattina appena fuori casa c'è stato un incidente. Non ho capito molto bene le dinamiche ma credo che qualcuno sia stato investito da un bus.
Per portare le bimbe a scuola devo attraversare una strada che è solo per i pullman e la polizia. Ogni volta che  ne passa uno il semaforo pedonale diventa rosso e comincia a suonare. Gli autobus non si fermano, vanno velocissimo.
Probabilmente chi è stato investito pensava di poter attraversare prima che passasse. O forse era troppo vicina al ciglio della strada, basta un passo di troppo qui per essere investiti. La madre mi ha detto che a quanto pare è morta la persona,
Stamattina così attraversavo quella strada che pullulava di macchine della polizia, ambulanze e bambini che andavano a scuola.
A sinistra la morte e a destra la vita. Potevi nettamente distinguerle girando la testa, prima da una parte e poi dall'altra.
Non per i bimbi però. Per loro non c'era differenza.

Baci ma anche no



lunedì 5 marzo 2012

Let me guide you to the A'dam Rain

Ieri ho fatto la turista ad Amsterdam. Il giorno prima ero andata con Nick, ragazzo che già conoscevo in Italia incontrato in un pub di A'dam una sera per caso, a Rotterdam. Avendo fatto il biglietto weekend, e avendo pagato 34 euri di biglietto, e avendo io le braccine corte, ho deciso di sfruttare l'occasione e andare a farmi un giro ad Amsterdam.
Ancora morta dal giorno prima decido, appena arrivata in stazione, di mandare affanculo il mio tour preparato a casa e andare dove mi portavano le gambe. Ispirata da un edificio in lontananza mi avvio in quella direzione e cammino fra le stradine e i canali.
Un canale a caso in giro per A'dam


 Ad un certo punto decido di tornare al mio intinerario e prendo la mappa. Tecnicamente è facile ma praticamente giro a vuoto per mezzora cercando la casa di Anna Frank. Dopo un'ora la trovo e comincia a piovere. La fila fuori svolta l'angolo, smadonno e decido di proseguire oltre. Mi avvio verso il centro e due ragazzi mi chiedono dove sta la casa di Anna Frank e io, con tutto l'astio possibile di una che ha passato un'ora a cercarla, dico "Dritto a destra".
Chiesa vicino alla casa di Anna Frank.

Faccio lo slalom fra turisti burini italiani che gridano in mezzo alla strada. Uno sta piantato in mezzo al negozio "Scusa..." "Ah soRRi, soRRi!" ma vabbè, ti sto parlando in Italiano razza di cretino e mi rispondi in inglese!
Vado verso le viuzze dove c'è il Red Light District. La via è un susseguirsi di Coffee Shop, negozi di souvenir/funghi e negozio di vestiti.
"Wooooh Mum! MUM! The magic Mushrooms!"
"Yeah, for special soup..."
Dice una madre che cerca di rendere innocenti i funghetti allucinogeni al figlio piccino che sa già leggere.
Mi fa strano entrare in un negozio e incontrare due turisti che chiedono informazioni alla commessa su gli effetti di un certo tipo di fungo. E ancora più strano è stato arrivare nella famiglia e scoprire che il padre fuma marijuana regolarmente. Devi abbandonare quell'idea per cui la droga è illegale e quindi roba da scapestrati e alternativi.

Arrivata nel quartiere a luci rosse mi faccio un giro su e giù. Essendo primo pomeriggio in vetrina ci sono quasi solo gli scarti. Signore di mezza età e ragazze volgari e sfatte.
Molte parlano al telefono, alcune sono sedute scomposte e con aria annoiata masticano una cicca. Mi chiedo se riescano a fare davvero affari ponendosi in quel modo.
Qualche signore di mezza età si ferma a parlare con loro e a concordare il prezzo, vederlo fare alla luce del giorno è un po' squallido. Forse devo tornarci di sera dove le luci rosse rendono tutto magico e bello.
Sta di fatto che potrei farla pure io la ragazza in vetrina, ho visto delle cozze che non vi dico.
Nel quartiere a luci rosse qualsiasi siano i tuoi gusti sessuali c'è qualcosa per te. Si va dal sesso normale al fetish, dal gay alle vere e proprie deviazioni (2girls1cupdocet). Le ragazze vengono da tutto il mondo, trovi asiatiche, bionde tinte, donne anziane e donne rifatte da capo a piedi.
Ci sono un sacco di negozi dedicati all'erotismo con dei vibratori che, ragazze, vi giuro non sapreste dove infilarveli.
C'è pure un negozio che vende solo condom. Ne hanno di tutti i tipi, da quello a forma di Big Ben di Londra a quello in maglia di ferro. Quello con la punta con l'orsetto, la bambolina e i monumenti. E i più normali colorati, fluorescenti e a gusti particolari.
C'è da dire che il Red Light District è bello esteticamente. Se vieni dal centro credo sia uno dei primi canali che puoi costeggiare. Ovviamente è vietato fare foto, un po' perchè le ragazze che ci sono lì vengono ad A'dam "per studiare" e un po' perchè alcune sono lì non legalmente. Sta di fatto che i papponi se ti vedono fare foto ti distruggono la macchina senza se e senza ma.

Dopo il quartiere a luci rosse ho proseguito per il centro che è sempre fatto di coffee shop, suouvenir e vestiti. Sono entrata nei negozietti di seconda mano dove trovi gli scarti degli anni 80. Vestiti pieni di lustrini e foulard ricamati con texture atroci. Scavando però si trovano cose carine.
Entro in un negozio gothic/alternativo. "Hallo" mi dice una ragazza appena entro sorridendomi, scopro non essere la proprietaria ma semplicemente una ragazza amica che sta lì con il fidanzato a chiacchierare.
Esco fuori e vedo un vecchietto ebreo che mi indica e dice qualcosa "What?", punta i miei capelli "Mooi!" "Ooooh thank youuuuu". E così scopro che pure i vecchietti ebrei amano i miei capelli fuxia (Mooi è "bello" in olandese).
Mi avvio verso la casa di Rembrandt e trove delle panchine che danno dritto sul canale. Mi fermo a fumare una sigaretta e penso quanto sia figo il fatto che io sia seduta a A'dam a sfumacchiare.

Arrivo alla casa di Rembrandt ma è ormai tardi e non ho voglia di entrare e pagare 8euri. Faccio un paio di foto alla casa e al Rembrandt Corner e faccio per andarmene quando vedo una scritta che mi strappa un sorriso.
Intanto è tutto il pomeriggio che piove. Quella pioggerellina cagacazzo che da solo fastidio. Decido di tornarmene a casa. Ovviamente nell'esatto momento in cui mi avvio verso la stazione smette di piovere.
Arrivo ad Almere e vado a prendere la mia bici per tornarmene a casa. Ricomincia a piovere, fanculo.



giovedì 1 marzo 2012

Mia, per l'amor di Dio, fermati!

Oggi ho avuto la prima crisi "voglio tornare a casa". C'è da dire che questa è una settimana difficile, le pupettes sono in vacanza e io devo stare con loro tutto il giorno. Padres è via per lavoro e quindi le bimbe sono ancora più scazzate del solito. Era andata bene fino a mezzora fa. Mi sono svegliata, mi sono fatta il caffè e stavo andando di sopra per dare alla pupettes un biscotto al cioccolato che avevo comprato per me. Cioè i MIEI biscotti. Volevo fare una cosa carina, no? Al che vado di sopra dove stanno facendo colazione, mi appoggio al letto e la piccola fa "Naaaaau" e fa per tirarmi un calcio. Non ci ho visto più. Non ho neanche tentato di spiegargli che non volevo farle vestire o chissà cosa ma solo dare loro un biscotto. Un fottuto biscotto! Avrei dovuto capirlo mesi fa che nella mia vita i biscotti non portano mai nulla di buono!
Sono corsa di sotto e mi sono messa a piangere. Mi sentivo un sacco Magda di Bianco rosso e Verdone. Non ce la faccio piùùùùù, mi dicevo. In realtà credo che accada a chiunque vada all'estero. Nel momento in cui qualcosa va male ti dici che vuoi tornartene a casa. Nel momento esatto in cui ti metti a piangere ti viene anche la nostalgia di casa. Io non l'avevo ancora sentita la nostalgia dell'Italia. Solo ogni tanto, la sera, mentre ero fuori a fumare alzavo gli occhi al cielo e vedevo un aereo passare sulla mia testa e questo mi faceva pensare a casa. Mi chiedevo "Magari quell'aereo va a Milano".
Il punto, credo, è che io ho bisogno dei miei spazi. Necessito di alcune ore libere al giorno in cui fare ciò che voglio. In questi giorni non ne ho e quindi vivo male la cosa. Per esempio oggi dovrei andare a comprare il tabacco ma Madres torna alle 6 e a quell'ora i negozi sono già chiusi. Quindi mi sa che mi tocca inventarmi qualcosa tipo "Andiamo al parco a giocare" e poi passare a prendere le sigarette dal tabaccaio lì vicino.
Il problema è poi la piccola. La sorellina grande mi da anche una mano quando vede che SorellasBraciolas fa i capricci. La GrandesPupettas è tranquilla, non da fastidio, se le dico di vestirsi si veste. SorellasBraciolas invece è un piccolo demonio dittatore con il "naaaaau" (no) sempre pronto per qualsiasi cosa. Credo sia lo scotto da pagare quando vizi i tuoi figli. Se uno è un po' più scalmanato del solito ti esce fuori un dittatore se lo vizi.
E è andata bene fino ad ora, eh. Fortunatamente so come distrarre i bambini. L'altro giorno ho bruciato i panini e ho dovuto raschiare la parte bruciacchiata. SorellasBraciaolas già da lontano diceva che schifo. Così ho disegnato due faccine sorridenti con il Ketchup e la Maionese e via, si sono dimenticate del panino raschiato.
Alla fine ho deciso che sabato vado ad Amsterdam a vedere qualche museo e vaffanculo. Se trovo qualcuno venerdì sera meglio ancora.
Ho semplicemente bisogno di contatti umani. Ieri era stata pure una giornata faticosa ma poi la sera ho parlato una mezzora con Madres e tutto è andato a posto.
Quindi nulla. Fortuna è arrivata la prima crisi. Cominciava a farmi un po' paura il fatto di non averne ancora avute. Oggi mi faccio i capelli ciclamino e il mio mondo avrà una cornice rosa che non potrà non risollevarmi il morale.

sabato 25 febbraio 2012

L'apprendista barbona.

Voi lo conoscete l'apprendista librario? Il blog intendo. Beh ha scritto un libro, autoprodotto, e ora lo vende a tipo 3 euri. Che se ci pensate è una miseria povero ciccio. Una miseria per quasi tutti noi ma non per una povera ragazzetta espatriata da meno di 3 settimane in olanda con qualcosa come 5 euro nella postepay e la coscienza di non avere la più pallida idea di come si ricarica all'estero. La disperazione si stava impossessando di me quando sul sito leggo "Scopri come averlo gratis". Cartelloni stile Las Vegas appaiono nella mia mente "GRATIS DIN DIN DIN GRAAAATIS DIN DIN DIN". "Che devo fare? Tieni, questa è mia madre, sa cucinare eh!"
"Scrivere un post sul blog"
"Ah, vabbè comunque te la cedo comunque, è un po' nervosa perchè sono via però fa una parmigiana di melanzane che, amico...."
"Metti la copertina e il link alla pagina per comprarlo"
"Aaah del tipo, io ce l'ho gratis ma tu che mi leggi vai a comprarlo. RAZZA DI SFIGATO!".
Quindi sono qui, perchè sono una barbona senza dindini e perchè io davvero lo volevo leggere! Che poi se non lo conoscete ora conoscetelo.
Scemate a parte, sono anni che seguo questo blog e l'ho fin da subito trovato brillante e fresco (dio, mi sento una di quelle sciroccate che recensiscono libri scrausi su riviste per donnette). Fa spisciare. Va meglio così?
Se volete comprarlo a 2.99 euri (2.99! Vallà è anche lui uno di quelli che cerca di gabbarci con i 9 cent!) andate qua: L'apprendista Libraio.

Se invece volete ricaricarmi la postepay mandatemi un messaggio in privato, no maniaci e sciacquette, che vi do i dati.
Grazie per l'attenzione. Sosteniamo un giovane blogger e una giovane barbona che cerca di risparmiare 3 euri. Dank U veel!

Baci ma anche no
Mia "l'olandese" Samsa

lunedì 20 febbraio 2012

Microcervello in pappa

Ogni volta che scrivevo un post succedeva qualcosa e così mi dicevo "domani lo scrivo aggiornato" e poi.... però ormai domani saranno due settimane che sono qua in Olanda e mi sono  fatta un'idea.
Com'è 'sta Olanda? Qua sono strani. Cioè devi pagare 50 cent. ogni volta che usi i bagni pubblici. Se siete come me che quando bevete la birra viaaaa di toilette rassegnatevi a spendere un capitale in servizi.
Nei bagni dei treni puoi mangiarci sopra. E sono aggratis. Mica come trenitalia che una volta uscito sei fortunato se non ti sei beccato almeno 8 malattie veneree. Poi qua i wc sono strani, non vi spiego perchè, sappiate che sono strani.
Le biciclette hanno il potere su tutto e tutti, loro non devono fermarsi un solo secondo tranne per i bus. Per il resto sono liberi di investire i pedoni e far fare incidenti alle macchine. E poi le macchine! Se ti vedono per strada si fermano e ti fanno attraversare! Anche se sono in curva e te vorresti farli passare. I semafori durano qualcosa come venti secondi e non diventi vecchio prima di passare.
Alle 6 in italia si sente odore di soffritto, qua alle 4 odore di zuppa e di spezie. Si mangia alle 6 e dopo quest'ora tutto è chiuso qua. Alle 9 di sera per me è già tardi e mi dico "alle 10 a dormire!" che in italia alle 10 finivo di mangiare.
In Almere ci sono un sacco di negozi, è una sorta di centro commerciale a cielo aperto. C'è il Mc Donald, Burger King e pure KFC. E Febo, che è una catena che hanno qua di cibo veloce. Non ci sono i bar come in Italia. Dove ti fermi a bere un caffettino veloce. Il caffè qui è rigorosamente lungo e fatto del 85% di acqua sporca.
Qui si mangiucchia all'una e solo la sera si fa un pranzo come si deve. Da quanto ho capito mangiano zuppa e roba così qua ma non so dirvi molto perchè la famiglia dove sto è per metà sudamericana e per metà del Suriname (di cui ignoravo l'esistenza fino a due settimane fa).
Il tempo è sminchio. Il mattino magari c'è il sole e il pomeriggio grandina. Fa freddo ma non tantissimo più di Milano solo che qui hanno il vento che ti fa venire quelle adorabili piaghe sulle nocche. Mi tocca cospargermi di crema idratante tutti i giorni. Dopo mi viene voglia di buttarmi in padella e provare a friggermi.
La au-pair prima di me mi ha messo in contatto con un ragazzo italiano che fa l'EVS qui e così ho conosciuto dei ciofani che mi hanno invitato a cena. Il ragazzo italiano mi ha anche fatto vedere Amsterdam, e non sono stata in un coffeeshop!!, e la sera siamo stati in un locale a bere con altri ragazzi. Mentre ero lì pensavo "Poccchamiseria che figata. Sono qui che parlo con ragazzi proveniente da tutto il mondo mentre bevo birra e mi diverto! Wohooo". Per la maggiore sono spagnoli e i ragazzi ho deciso si chiameranno tutti Juan come il primo che ho conosciuto. Io con i nomi non ci so proprio fare.
Ora sono in fase occhi a cuoricino ma appena mi adatterò ricomincerò a scrivere con frequenza. Poi c'ho sto mini piccì che mi sta proprio sul culo e mi fa passare la voglia di scrivere. Ecco. Ora vado alla ricerca di mascarpone e savojardi che domani è il compleanno della pupettas e volevo farle il tiramisù. La famiglia è fighissima e molto openmind. Stranamente apprezzano il cibo che cucino, questo vuol dire che se mi impegno so cucinare. Oppure mangianto talmente da schifo che la mia sbobba sembra buonissima. Non l'ho ancora capito.
I ragazzi che ho conosciuto sono divertenti e amichevoli. Il posto è carino. Sono stata fortunata, suppongo.
Questa settimana sarei dovuta andare al carnevale di Mastricht ma mi è venuta la febbre, ovviamente. Spero di rifarmi settimana prossima che fanno una festa in una città qua vicino. Stay tuned!!!
Ah, se scrivo a cazzo e in modo non comprensibile è perchè mi ritrovo a sentire/parlare 4 lingue diverse e c'ho il microcervello in pappa. Perdonoh!

Baci ma anche no
Mia, l'olandese, Samsa

martedì 7 febbraio 2012

Di me ti parleran i meravigliosi Tulipan

 Domani a quest'ora starò sonnecchiando in una casetta olandese. Non ho molto da dire in realtà ma ci tenevo a fare un ultimo post dall'Italia.
Domani sarà la giornata delle prime volte.
Prenderò l'aereo da sola per la prima volta. Andrò all'estero da sola per la prima volta. Sarà fuori di casa da sola per la prima volta. Che direte "Sei in una famiglia" ma non è la stessa cosa. Dovrò occuparmi delle pupe e dei piccoli lavori di casa, avrò delle responsabilità. Roba che io a casa mia manco faccio il letto.
Non sono mai stata lontano dai miei cari prima di oggi. Sono spaventa. Ogni tanto mi viene da piangere. Quando ho realizzato che davvero sarei andata in Olanda mi sono messa a piangere dalla felicità. Non mi era mai successo prima.
È stata dura in questi anni e lo sarà ancora per i miei che rimarrano qui. Nonostante spesso li odi non posso che ringraziarli. Anche se i mezzi economici sono davvero pochi mi hanno accontentata. Per un po' di tempo non dovrò pensare a nulla se non a me e alle cose che ho da fare. Niente ansia nè frustrazioni.
Ho salutato tutti, chi dal vivo e chi virtualmente, e sono pronta. Cioè devo ancora finire la fottuta valigia però pisssicologicamente sono pronta. Forse. Ecco. Eh.
Continuerò a scrivere sia qui che su twitter. Non vi libererete di me manco per un cazzo.
Vado a saltellare con un paio di zoccoli in un campo di tulli-tulli-tullipaaaan.